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Atreju, Bonaccini come Schlein: "Scappa Meloni, giusto non andare"

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Elly Schlein non sarà ad Atreju, la festa di Fratelli d'Italia organizzata dal 14 al 17 dicembre. La segretaria del Pd ha declinato l'invito, diventando una delle poche personalità di sinistra ad aver rifiutato il confronto. Eppure per Stefano Bonaccini quella della sua leader è una scelta legittima. "Le forze politiche si devono confrontare anzitutto in Parlamento ed è lì che il governo scappa, al di là del salario minimo ormai assistiamo quotidianamente solo alla decretazione d'urgenza con voti di fiducia. Addirittura il divieto di presentare emendamenti per gli stessi parlamentari di maggioranza".

Il governatore dell'Emilia-Romagna, che con Schlein si è sfidato in un testa a testa per le Primarie, ricorda a La Stampa che "se si vuole un confronto costruttivo bisogna ripristinare i fondamentali". Schlein a suo dire ha fatto bene a non accettare l'invito di FdI. "Basta vedere il tentativo di limitare il diritto allo sciopero dei lavoratori - rincara la dose -. È una destra che fatica a tollerare il dissenso, pratica a fatica la collaborazione istituzionale, occupa tutti gli spazi possibili", sostiene, affermando che, a suo giudizio la priorità è "impedire la demolizione della sanità pubblica".

 

 

Finita qui? Niente affatto: "Si parta dalle basi dal confronto istituzionale e dal diritto a dissentire. Spero che il clima migliori e sarò ben lieto di cambiare giudizio". Ecco allora che la conversazione si sposta subito sulle Europee, dove Meloni e Schlein potrebbero sfidarsi da capolista. Un tematica che però Bonaccini tende a evitare: "Il tema non è quello di avere Elly candidata o meno, la decisione che spetterà a lei. Il punto su cui siamo entrambi impegnati insieme a tutto il Pd e avanzare una proposta per l'Europa che tolga il nostro Paese dall'isolamento in cui questa testa la cacciato su tutti i principali temi".

 

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