Una petizione, due petizioni, ma sì, fai vedere che abbondiamo: abbondandis in abbondandum! Bonelli e Fratoianni non sono Antonio e Peppino Capone (“Totò, Peppino e la... malafemmina”) e però hanno lanciato anche loro una petizione per insignire del premio Nobel per la pace la pro-Pal Francesca Albanese, nuova eroina della sinistra in cerca d’autore, pardon, di un federatore. Si mobilitano gli scopritori di Soumahoro e della Salis – Sant’Ilaria protettrice delle case altrui – ma immancabili scalpitano con un’ulteriore raccolta di firme attori, presentatrici e maître à penser progressisti. «Giovanotto, carta, calamaio e penna, su, avanti, scriviamo...». «Dunque... Hai scritto?». «Eh, un momento, no?». «E comincia, su! Carta, calamari e penna...». L’elenco dei protagonisti del cinema è piuttosto nutrito: Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Valeria Golino, Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea, Claudio Santamaria (prega per noi peccatori).
A costoro si aggiungono colonne italiche della cultura quali la presentatrice Serena Dandini, la scrittrice-drammaturga Lella Costa e il suo collega Alessandro Bergonzoni. Tra gli intellettuali, puntuale, ecco Tomaso Montanari – braccio armato e spesso disarmante dei democratici – fresco di uscita da X, non in polemica con Musk il quale si è riabilitato dopo il litigio con Trump bensì con gli haters (gli odiatori) di Aya Ashour, giovane ricercatrice palestinese che studia all’Università per Stranieri di Siena, il cui rettore è Montanari. «Cara Aya, non te la prendere», le ha scritto via social, «X è una fogna da quando è stata comprata da Musk». Scusate, ci correggiamo, è sempre colpa delle destre talvolta destre-destre, e non di qualche esagitato che, sbagliando di grosso, anziché criticare insulta.
Francesca Albanese? Retroscena: le mosse di Elly Schlein. Occhio...
C’è una nuova stella rossa nel firmamento della sinistra internazionale, è quella della relatrice de...Montanari analizza la situazione: «L’Italia oggi è governata da partiti xenofobi e islamofobi che sono arrivati al potere attraverso l’industria dell’odio e della paura. La nostra università», fa sapere il rettore, «è già uscita da X, e con questo post lo faccio anch’io. Chi vuole», conclude, «può seguirmi su Instagram». All’intellighenzia dem, lo apprendiamo dalle agenzie di stampa, si unisce la scrittrice Lidia Ravera, la quale incidentalmente è stata assessore regionale del Pd durante il primo mandato di Zingaretti (il fratello dell’attore) a capo della Regione Lazio. Sono pazzi per la relatrice speciale dell’Onu, ossia la signora Albanese, pure il rapper Marracash, la cantante Francesca Michielin, l’artista Cosmo e financo La Rappresentante di Lista, quest’ultima assurta alla ribalta per la canzone che fa: “Con le mani, con le mani, con le mani, ciao ciao/ Con i piedi, con i piedi, con i piedi ciao ciao...”.
Francesca Albanese, star delle città rosse: è gara a farla cittadina onoraria
Nessun risparmio di mobilitazione, e qualche cortocircuito a sinistra per Francesca Albanese, la relatrice Onu decisamen...I suddetti hanno scritto una lettera aperta in cui sostengono che le sanzioni imposte alla paladina progressista dal segretario di Stato americano Rubio «sono un tentativo esplicito di distogliere l’attenzione mondiale dalla catastrofe umanitaria in corso a Gaza». «Non possiamo permettere», prosegue il testo, «che le sanzioni contro chi documenta le violazioni dei diritti umani diventino uno strumento per perpetuare l’impunità». L’appello, finora firmato da un’ottantina di personaggi più o meno celebri, si rivolge al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla premier Giorgia Meloni e al ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Difendete una cittadina italiana sanzionata per aver svolto il proprio mandato Onu». Vip e meno vip esortano poi il parlamento a esprimersi per la protezione diplomatica dell’Albanese attraverso una mozione unitaria.
Un altro documento porta gli autografi, tra gli altri, di Moni Ovadia, Ginevra Bompiani e del vignettista Vauro. Attenzione: irrompe il governatore campano Vincenzo De Luca: «Apprendiamo che Francesca Albanese, nostra corregionale, è stata sottoposta a sanzioni da parte degli Usa, cioè non potrebbe più entrare in America. È una vergogna. La nostra solidarietà va anche per una campagna aggressiva e volgare sui social messa in campo contro di lei». Ormai chi non firma una petizione non è à la page. Antonio Capone non sbagliava: «Punto, punto e virgola. Punto e un punto e virgola». Meglio abbondare.