"Come si fa a difendere Maduro?". La domanda, più che legittima, a Elly Schlein non la fa qualche esponente del centrodestra ma un papavero del Partito democratico, Graziano Delrio. L'ex ministro è uno dei big dell'ala riformista che da qualche mese si sente sempre più stretto nel Pd pro-Pal e anti-amerikaneggiante forgiato dalla segreteria per inseguire Maurizio Landini, Giuseppe Conte e il dinamico due Bonelli e Fratoianni.
Non è un caso che proprio Delrio sia segnalato dai retroscena come uno dei più attivi nel cercare di forgiare una alternativa alla Schlein in vista delle elezioni politiche previste per il 2027, in un balletto di nomi che va da Romano Prodi ed Ernesto Maria Ruffini e arriva fino alla europarlamentare dem Pina Picierno e alla sindaca di Genova Silvia Salis.
Il ragionamento di Delrio, intercettato da Augusto Minzolini per il suo dietro le quinte sul Giornale, affonda le sue radici nel complesso quadro internazionale di queste settimane. Dall'Ucraina a Gaza si è passati ad altri focolai caldissimi come il Venezuela e la Groenlandia, e nelle ultime ore l'Iran. Il Pd appare spaccato al suo interno tra i pragmatici da un lato e i barricaderi anti-Trump dall'altro. In particolare è proprio il blitz militare della Casa Bianca a Caracas, che ha portato alla destituzione del dittatore rosso Nicolas Maduro, ad agitare gli animi al Nazareno.
Alberto Trentini libero? Cosa diceva il Pd il 4 gennaio: l'ultimo rovinoso disastro
Dopo 423 giorni di detenzione, dopo un'eternità trascorsa nelle celle venezuelane, Alberto Trentini è ..."Il diritto internazionale - osserva Delrio con disincanto - va calato sulle realtà nazionali. Come si fa a difendere Maduro? Un narcotrafficante che si era messo a capo dei cartelli, che aveva rilasciato passaporti agli hezbollah per destabilizzare l’Occidente! Il punto è che Trump in politica interna sta tentando una svolta autoritaria, autocratica. In politica estera, invece non ha un’idea ben precisa, si allea con chi gli capita. Ecco perché il giudizio deve essere articolato come fa la Meloni. Al diritto internazionale ti devi rapportare seguendo una logica - prosegue l'ex ministro -. Anche Biden era contro Maduro e l’Iran. È una sensibilità che ti deriva dalla cultura di governo. Altrimenti rischi di ripetere gli errori di cinquanta anni fa quando il Partito comunista francese con Michel Foucault si ritrovò a inneggiare alla rivoluzione degli ayatollah e applaudì all’avvento di integralisti teocratici. È come se Zuppi e Parolin venissero qui a dirci toglietevi di mezzo che comandiamo noi, voi che fareste?".
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A Pina Picierno non sfugge niente. La vicepresidente del Parlamento europeo, molto critica con la direzione Elly Schlein..."Sì, torniamo al pendolo di Foucault!", è la battuta sarcastica del piddino Filippo Sensi raccolta da Minzolini. Si ride per non piangere.




