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Elisabetta Piccolotti elogia il comunismo: "Voleva liberare le persone"

di Alessandro Gonzatogiovedì 22 gennaio 2026
Elisabetta Piccolotti elogia il comunismo: "Voleva liberare le persone"

2' di lettura

Elisabetta Piccolotti in Fratoianni, quest’ultimo marito e capo di Sinistra Italiana di cui la suddetta è una dei pochissimi onorevoli in parlamento – niente a che fare col familismo, è roba di destra – la Piccolotti, dicevamo, durante la registrazione di un podcast ha dichiarato quanto segue: «C’è una bella differenza tra comunismo e fascismo...». Ecco, ce la spieghi onorevole: «Il comunismo ha, diciamo, nei suoi obiettivi teorizzati la liberazione delle persone». Vi risparmiamo l’obiettivo del fascismo, o meglio ve lo diciamo dopo perché adesso è secondario. Elenchiamo alcuni dei regimi comunisti che avevano tra i loro obiettivi la liberazione delle persone: l’Unione Sovietica ne ha liberate, dalla vita terrena, almeno 20 milioni (che gran cuore il baffone Stalin!); la Cina il triplo, “Mao il liberatore”; il Vietnam un milione; la Corea del Nord il doppio, stime simili a quelle della Cambogia.

In Afghanistan il comunismo ha avuto tra «gli obiettivi teorizzati» ma alla fine anche concretizzati la liberazione di un milione e mezzo di poveracci, ma c’è chi sostiene anche di più. Pure in Africa sono state eseguite liberazioni di massa – ta, ta, ta, ta – come nei regimi dell’Europa dell’Est. A confronto Fidel Castro era un dilettante. Sui social si è scatenato lo sbertucciamento. Chissà, forse la Piccolotti era stanca, vittima di una levataccia come quando in parlamento s’è lamentata per la sveglia: «Presidente, le chiedo di richiamare tutti i membri dell’esecutivo ad avere maggiore rispetto nei confronti dei nostri lavori. Lo dico anche perché questa mattina», momento di brutale sofferenza, «noi ci siamo alzati presto, alle 6, per leggere le mozioni che i colleghi avevano depositato ieri alle 20...». Brusio e risate di sottofondo.

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Sennonché la Piccolotti aveva voluto far valere fino in fondo le proprie ragioni: «Sì, mi sono svegliata presto, per venire qui alle 8...». Per 100mila euro all’anno, in effetti, non ne vale la pena. Vabbè, 200mila con lo stipendio del consorte. E cosa volete che sia il milione e passa di euro che finora la pasionaria ex portavoce dei Giovani Comunisti, assieme al non più giovanissimo marito, ha portato a casa finora da Montecitorio! Il sonno non ha portafogli. Il sonno della ragione genera mostri, politici s’intende. «Il fascismo, diciamo», ha come obiettivo teorizzato una condizione di minore libertà delle persone, l’omologazione, l’intenzione di negare le differenze per schiacciarle tutte sul tema dell’identità nazionale». In Cina e a Pyongyang sono liberi. Sì, ma solo di ridere dell’ultima (per ora) castroneria di Lady Fratoianni.

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