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L’opposizione è senza vergogna: "Il governo non tutela i cortei"

di Elisa Calessimercoledì 4 febbraio 2026
L’opposizione è senza vergogna: "Il governo non tutela i cortei"

3' di lettura

 «Propaganda», «ipocrisia», «doppiopesismo», «strumentalizzazione». Se qualcuno sperava in un documento bipartisan dei fatti di Torino, che unisse tutto il Parlamento, il dibattito che si è svolto ieri alla Camera, e persino di più quello al Senato, ha fatto cadere ogni illusione. La contrapposizione tra maggioranza e opposizione, dopo l’informativa del ministro Matteo Piantedosi sui fatti di Torino, si è manifestata con più forza che mai. Le opposizioni hanno sostanzialmente accusato la premier e tutta la maggioranza, Piantedosi in primis, di non aver mai puntato a una vera unità sulla sicurezza, ma di voler solo usare gli episodi di Torino per i propri fini.

Peggio che peggio è andata in Senato dove si è consumato uno scontro sul calendario dei lavori, con il centrodestra, hanno accusato le opposizioni, che «ha forzato votando a maggioranza» la scelta di trasformare l’informativa, prevista per oggi, in comunicazioni - con voto - del ministro dell’Interno. «C’è il tentativo di usare la sicurezza come clava politica contro l’opposizione», ha attaccato Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato. Le opposizioni potrebbero presentare un testo comune. Decisamente impossibile, invece, una risoluzione bipartisan. La riproposizione del solito schema - gli uni contro gli altri - si è vista a Montecitorio. Per il Pd ha parlato il responsabile Sicurezza, Matteo Mauri, accusando Piantedosi di aver richiamato «a una unità di intenti», ma solo «in modo ipocrita», con l’obiettivo vero di «fare propaganda e strumentalizzare un fatto gravissimo». E ha respinto le accuse del ministro ai «cosiddetti manifestanti pacifici» e alle forze politiche che offrirebbero «complicità e copertura» a gruppi violenti. Mauri ha aggiunto: «Le persone si fidano delle forze dell’ordine. Non sono per nulla sicuro, invece, che ci si possa fidare di voi. Perché voi usate ogni occasione per strumentalizzare persone perbene che manifestano in modo democratico, parlandone come se fossero tutti dei delinquenti». La segretaria dem, Elly Schlei, a DiMartedì ha detto: «Trovo gravissima la strumentalizzazione da parte della destra contro le opposizioni e contro i giudici per quello che è accaduto.

Inaccettabile che strumentalizzino fatto come quelli per la campagna referendaria». Per il M5S è intervenuta l’ex-sindaca di Torino, Chiara Appendino, ricordando che da anni vive ancora sotto scorta. «Prima di lanciare accuse sulla connivenza del M5S dovete riconoscere la battaglia di chi non nasconde la testa». E ancora: «Criminalizzare un intero gruppo di persone è pericoloso e lo fate», ha insistito, per «nascondere il vostro plateale e clamoroso fallimento sulla sicurezza. Fa schifo usare la violenza anarchica per i vostri comodi. Io non ci sto». In un video sui suoi canali social, il leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, ha detto: «Ovviamente massima solidarietà al poliziotto, ma perché Meloni non l’abbiamo vista in altri contesti, per altre emergenze, così sollecita a intervenire, così pronta a adottare misure?».

Durissimo è stato Angelo Bonelli, Avs, nel difendere il movimento di cui fa parte dalle accuse di complicità per la presenza di alcuni suoi esponenti al corteo di Torino. «Oggi il ministro Piantedosi si assume la responsabilità politica di alzare il livello di scontro nel Paese, non parlando da ministro, ma da esponente politico. Lei oggi si è assunto la responsabilità di attaccare una forza politica democratica, pacifista e non violenta». E ha ribaltato l’accusa: «Lei aveva il dovere di tutelare i manifestanti pacifici e fermare i violenti, perché voi quei violenti li conoscete e gli avete consentito di agire. Parla di ripristino delle legalità? Noi aspettiamo ancora lo sgombero di CasaPound». Riccardo Magi, di +Europa, ha detto di essere «terrorizzato» dall’uso che Piantedosi farà del nuovo decreto sicurezza: «Dice che i cosiddetti manifestanti pacifici, 20mila persone, sono complici dei violenti: noi siamo terrorizzati dall’idea dell’uso che vorrà fare di quelle norme speciali che chiede di introdurre, e alle quali ci opporremo, perché evidentemente le vorrà usare erga omnes».

Più vicina alle posizione della maggioranza Azione. Per Ettore Rosato, intervenuto a Montecitorio, «c’è una responsabilità anche delle forze politiche», una «connivenza verso un certo tipo di illegalità», mentre «l'illegalità va combattuta tutta». Italia Viva, con Maria Elena Boschi, si è detta disponibile a collaborare con il governo, («noi sulla sicurezza ci siamo»), ma non sull’ennesimo «decreto spot» del governo. «Chiediamo anche al governo di mettere da parte l’armamentario della propaganda e non sfornare l’ennesimo decreto sicurezza salvo poi non combinare nulla». Oggi il bis. Con voto sulle risoluzioni