E adesso che abbiamo cancellato Giorgia Meloni, sbianchettiamo pure Giuseppe Conte. Non è uno scherzo, ma l’autorevole parere di Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale sul destino dell’altra figura alata dai tratti controversi che campeggia in San Lorenzo in Lucina, quella del cherubino numero due, che stadi fronte al collega con la faccia della premier.
«Oggi non ci può essere un’immagine che non sia sacra in chiesa, soprattutto se legata ai volti dell’attualità», spiega il giurista, argomentando lo sbianchettamento del volto della leader di Fratelli d’Italia, quindi «se le fattezze dell’altro angelo rievocano o sono il ritratto di Conte, bisognerebbe intervenire anche su quelle».

Giuseppi infatti, come Giorgia, non è un personaggio pubblico legato alla storia religiosa, come per esempio l’imperatore Costantino, che pure è raffigurato in tante chiese. Quindi deve sparire. Par condicio ecclesiastica imporrebbe quindi che siano cambiati i connotati anche dell’angelo bruno con il ciuffo.
Angelo Meloni, "la salma di Umberto II di Savoia": il rebus dietro l'ultima polemica
L'angelo con le fattezze della premier Giorgia Meloni ha destato scandalo in Italia, ma chi o cosa c'è di...E poco vale la testimonianza del restauratore, il contestato volontario Bruno Valentinetti, che ha spiegato che in realtà nel ritocco si è ispirato a una vecchia fidanzata; l’uomo ha negato anche che l’angelo biondo ritraesse Meloni, quindi è giudicato non attendibile. Perché dunque il Vaticano gli crede su Giuseppi, e non agisce, mentre non gli ha creduto su Giorgia, solo perché l’una gli è venuta meglio dell’altro? O c’è dell’altro e ci ha messo una buona parola padre Pio, del quale l’avvocato di Volturara Appula è gran fedele? Sono i misteri della fede.
Angelo Meloni, il restauratore cancella il volto: "Chi me lo ha chiesto"
"Me lo ha chiesto il Vaticano": il restauratore Bruno Valentinetti ha rivelato di aver cancellato il volt...Ma Mirabelli ci avverte che la vicenda potrebbe non finire qui. «Tutto questo clamore non aiuta il processo di rientro della salma di Umberto II re d’Italia, con destinazione sepoltura al Pantheon», riflette preoccupato il costituzionalista. Che c’azzecca? Nulla, visto che «il problema delle sepolture è del tutto diverso». E però siamo sempre nel Bel Paese delle dietrologie e non si può omettere di ricordare che i cherubini Meloni e Conte veglia(va)no sul busto del Re di Maggio, che sormonta la scritta «in memoria di colui che, cristianamente rassegnato alla divina volontà, preferì alla guerra civile l’esilio» e che i restauri sono stati pagati da discendenti di monarchici. Vuoi vedere che il Valentinetti, con i suoi ritocchi ni, cercava di fare pressioni bipartisan per il rimpatrio del sovrano?




