Libero logo

Massimo Giannini, il delirio contro Meloni: "Un Paese fittizio", dove si spinge sui violenti

sabato 7 febbraio 2026
Massimo Giannini, il delirio contro Meloni: "Un Paese fittizio", dove si spinge sui violenti

3' di lettura

L'Italia di cui leggiamo sui giornali è "il paese fittizio della destra", scrive Massimo Giannini su Repubblica. Come fittizie, si potrebbe dedurre seguendo lo sconcertante ragionamento dell'editorialista, tra le penne più illustri del mondo progressista, sono state evidentemente le botte e le martellate prese dai poliziotti sabato scorso a Torino, con i "giovani" democratici pro-Askatasuna dediti alla più violenta guerriglia di strada contro le forze dell'ordine.

"Tutto si tiene, in questa incipiente 'notte della Repubblica' paventata, più volte evocata e in fondo vagheggiata dai patrioti al comando", esordisce Giannini, che poi elenca quelli che a suo dire sono gli "spauracchi". "Le Brigate Rosse che rinascono e le milizie dell'Ice che sparano, le 'zecche' di Askatasuna che martellano e le sinistre complici che giustificano, le toghe comuniste che scarcerano e le sfide referendarie che incombono". Giannini parla di un "fetido intruglio ideologico — cucinato e avvelenato dalle 'menti raffinate' del melonismo da combattimento — servito agli italiani ogni giorno, per due ragioni convergenti e inquietanti".

DiMartedì, Giannini insulta Meloni: "Come la si può giudicare se non così?"

Siamo alle solite. Nel mondo, nello specifico negli Stati Uniti, accade qualcosa che alla sinistra non piace e i benpens...

Tutto questo serve, assicura l'ex direttore de La Stampa, per appunto "raccontare un Paese fittizio. Non sfiancato da un'economia che non cresce e da un salario che non basta, da una sanità che implode e da un carrello della spesa che esplode, ma impaurito e minacciato da un «terrorismo» che ritorna e che rende le nostre vite insicure e le nostre strade violente".

Ovviamente, è la conseguenza, questo racconto autorizzerebbe il governo ad "affermare un dispositivo di potere autoritario e autosufficiente, che rifiuta il limite, manomette il contratto sociale e converte la forza del diritto in diritto della forza. Con intensità e velocità differenti, questo è il 'metodo di governo' che contraddistingue le destre moderne, in quest'era ormai post-occidentale forgiata e dominata da Trump".

Che tempo che fa, Askatasuna? Clamoroso: Massimo Giannini attacca Meloni

"Però in un momento come questo, quello che a me colpisce non è tanto quella violenza di quei cento c...

E il decreto Sicurezza appena varato dall'esecutivo, pur "dopo la cura del Colle", resta comunque "un cattivo decreto, demagogico e inefficace, a metà strada tra Pinochet e Franceschiello".  Ovviamente non può negare, Giannini, l'operato dei "soliti 300 delinquenti da corteo" che hanno offerto al governo "il pretesto su un piatto d'argento", quasi fossero degli "utili idioti" e non invece una organizzazione fluida ma con un obiettivo ben preciso, ragionato e portato a compimento: la sovversione dell'ordine pubblico. Nemici dello Stato, insomma. Tuttavia gli antagonisti, coccolati da tutto il mondo della sinistra parlamentare, vengono ridotti a una "schifosa galassia black bloc, capace anche stavolta di mandare in vacca una manifestazione pacifica e di accanirsi su un poliziotto". Condanna? No: "Che c'è di meglio, per costruirci sopra il macabro storytelling di un'Italia sull'orlo della guerra civile e dunque bisognosa di rifugiarsi sotto il braccio violento della legge? La premier parla di «tentato omicidio», Crosetto e Nordio evocano «i metodi da Br», Salvini urla «la galera non basta», Piantedosi vaneggia di «eversione»". E giù botte ai "gazzettieri e conduttori di regime pronti a inscenare processi sommari in tv e sui giornali". Viene da pensare, dando un'occhiata ai commenti di tanti italiani sui social, che "fittizio" non sia il Paese, ma il salottino rosso da cui i pensatori democratici ormai osservano la realtà.