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La sinistra sogna la spallata e prepara il governo horror

di Alessandro Gonzatodomenica 8 marzo 2026
La sinistra sogna la spallata e prepara il governo horror

4' di lettura

Giugno, anno del Signore 2027. Il Pd ha riperso le elezioni, ma non avendole mai vinte la pietas istituzionale – nel ventennale della fondazione – gli conferisce comunque l’incarico di formare il governo, ed è anche un omaggio agli anni ruggenti del business delle cooperative rosse. Angelo Bonelli, della Bonelli&Fratoianni, arrivato al quattrocentesimo esposto contro cose, persone e animali, tutti fascisti – zampetta nera bell’abissina – riceve per sfinimento il ruolo di ministro dell’Ambiente. Fa un caldo cane. L’Adige è stato lasciato in secca da Meloni-Mosè. Il Bonelli, arruffatissimo, col volto imperlato ed emozionato quasi come quando ha annunciato la candidatura in parlamento di Soumahoro emana il suo primo provvedimento, coerente con quanto dichiarato ai tempi dell’opposizione (cioè sempre) a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio: «La doccia? Ci metto al massimo 90 secondi ma anche meno, direi un minuto di abluzioni. Trenta secondi di insaponata e trenta di risciacquo».

Ecco che il capo dei Verdi, pure per rispondere al ciuffone di Trump il quale due anni fa ha firmato un ordine esecutivo per annullare le restrizioni sui flussi delle docce – le aveva introdotte Obama, non le docce – decide di razionare i getti, e agli italiani già in bolletta non resta che ingegnarsi con l’acqua minerale. I più viziosi si danno alla Bertier, la più gasata del mondo. Bonelli, come Fantozzi con Calboni, ha rilasciato quella dichiarazione alla radio forse in preda ad allucinazioni competitive con Fulco Pratesi, storico presidente del WWF che da poco aveva ricordato il suo storico manifesto: «Vasca? Non serve. Doccia? Una spugnetta per faccia, ascelle e parti basse. Shampoo? Fa perdere i capelli. Barba? Una volta al mese. Sciacquone? Un tiro ogni tre pipì». Ci svegliamo di soprassalto. Un anno e tre mesi prima dell’incubo, cioè ieri - con le opposizioni che eccitate per i sondaggi sul referendum parlano di spallata al governo – Silvia Salis, non la santa patrona delle case altrui ma l’ex lanciatrice del martello, oddio che confusione, ha dichiarato a La Stampa che se diventasse premier affronterebbe «realmente il tema dell’evasione fiscale, magari con un bel programma di intelligenza artificiale per scovare gli evasori, anche se», ha tenuto a sottolineare, «il più delle volte basterebbe confrontare l’auto, la casa e quanto dichiarano». È già così, ultimamente anche con l’intelligenza artificiale, ma sssh, non ditelo al sindaco di Genova tasse e martello. E per sensibilità progressista nessuno la avverta che l’attuale governo di fascistacci è quello che detiene il primato per il recupero dell’evasione. La sinistra al governo sogna di tornare ai tempi dei controlli fiscali di Attilio Befera, implacabile coi Suv di Cortina. Elly però non ci pensa a farsi più in là, e sempre ieri ha rilanciato il suo progetto di politica estera: contro Trump e con Sánchez (ma senza sapere cosa fa Sánchez), dunque fuori dalla Nato e non si sa con chi, forse con la Cina, che però è terra di Giuseppi.

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Schlein, per attaccare Meloni, ha ribadito originalmente la sacralità del «diritto internazionale», lo stesso rispettato da Obama – per cui Elly ha fatto la volontaria negli Stati Uniti, che fatica la vita! – quando ha bombardato Afghanistan, Libia, Siria e Iraq. E però va sottolineata la svolta dem sul fronte migratorio, dato che Sánchez a giugno 2022, dopo che la polizia ha ucciso 40 migranti nell’enclave spagnola di Melilla, ha dichiarato che dietro c’erano «mafie che trafficano esseri umani» e che gli agenti avevano agito «con proporzionalità e legalità». È lo stesso Sánchez che pur di rimanere al governo ha promesso di tutto agli stessi indipendentisti catalani per i quali fino al giorno prima chiedeva pene severissime. Ne deduciamo che il Pd , al governo, sarebbe per la secessione. Elly, così come Conte, non sta però con Sánchez sulla separazione delle carriere: nella Spagna socialista sono divise mentre qui la sinistra s’è affezionata al Codice Rocco, inteso come il ministro di Mussolini. Ma i giallo-rosso-verdi, una volta al governo, hanno intenzione di dare una raddrizzata al Paese pure sul fronte sicurezza. La soluzione ce l’ha sempre la Salis di Genova, che per il recupero degli irrecuperabili maranza vuole l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Alle Politiche giovanili contribuirà Riccardo Magi, il capo di +Europa pasdaran delle “canne leggere”, idea, la sua, per nulla fumosa. Attenzione, irrompe Conte, al solito sferzato senza pietà ad “Accordi e Disaccordi”, la trasmissione sul Nove condotta da Luca Sommi. Il quale lo inchioda: «Si poteva pretendere dall’Italia una posizione alla Sánchez?»; «Non si poteva, si doveva. Ma dov’è scritto che la nostra alleanza comporti sudditanza, sino ad assecondare iniziative unilaterali che sono al di fuori del diritto internazionale?». Richiudiamo gli occhi: era meglio il Bonelli.

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