Anche Vittorio Sgarbi si è mobilitato per il referendum. Il critico d'arte è riapparso in pubblico dopo la malattia e ha votato per il referendum sulla giustizia a San Severino Marche (Macerata), città che lo vide protagonista come sindaco agli inizi degli anni Novanta. L'ex sottosegretario di Stato alla Cultura, attualmente sindaco di Arpino, in provincia di Frosinone, e prosindaco di Urbino, si è presentato alle ore 21 al seggio numero 13, nella scuola in frazione di Cesolo. Ad accompagnarlo la compagna, Sabrina Colle, e il suo legale di fiducia, l'avvocato Giampaolo Cicconi. Ad accogliere Sgarbi in città, la sindaca Rosa Piermattei. Un bellissimo spot per il "Sì", a favore del quale Sgarbi si era schierato: nonostante gli acciacchi e le fatiche di questo periodo, il critico d'arte ha voluto essere al seggio. E mandare un messaggio.
Vittorio Sgarbi assolto per il quadro di Manetti "rubato": buco nell'acqua di Travaglio e magistratura
Vittorio Sgarbi assolto. "Dopo un giudizio regolare, innanzi agli organi giudiziari, il prof. Vittorio Sgarbi ...L'incontro, sottolinea la prima cittadina, "ha ribadito il legame mai interrotto tra l'illustre critico d'arte e la comunità settempedana". "Il voto ha registrato molta attenzione perché si è ritenuto che fosse un tema importante. - ha detto Sgarbi dopo aver votato, sottolineando il valore della partecipazione democratica - A San Severino Marche ho trovato persone vicine, come l'ottimo sindaco Rosa Piermattei e il mio storico avvocato Giampaolo Cicconi". La visita scrive il Comune, "non è stata solo un impegno politico ma anche un momento di convivialità nel segno della tradizione locale".

Lo stesso Sgarbi è stato al centro di un caso giudiziario. L'ex sottosegretario alla Cultura è stato recentemente assolto dall'accusa di riciclaggio in relazione al caso del quadro di Rutilio Manetti, 'La cattura di San Pietro'. È stato infatti assolto a Reggio Emilia, in abbreviato, con la formula della vecchia insufficienza di prove, mentre la Procura reggiana guidata dal procuratore Gaetano Calogero Paci aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.
L'opera, secondo l'accusa, era stata rubata nel castello di Buriasco (Torino) nel febbraio 2013, e riapparsa nel 2021 (in riproduzione 3D realizzata, secondo i carabinieri della Tutela del patrimonio culturale di Roma che hanno svolto le indagini, da un laboratorio grafico di Correggio, sempre nel Reggiano), come inedito di Manetti e di proprietà di Sgarbi, a Lucca nella mostra "I pittori della luce", da lui curata.




