Vedi alla voce: spararla grossa. Angelo Bonelli sul Corriere della Sera esagera a tal punto che anche la sua intervistatrice, Alessandra Arachi, sembra trasecolare: "Addirittura?", chiede al deputato di Alleanza Verdi Sinistra che ha appena cannoneggiato senza ritegno su Giorgia Meloni.
"Tutto il castello di propaganda che avevano costruito, a partire dalla separazione delle carriere, è venuto giù con il voto degli italiani", incalza il leader verde, ancora pieno del successo del No al referendum sulla giustizia. Esulta per le dimissioni della capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi e del sottosegretario Andrea Delmastro, e pure per quelle della ministra del Turismo Daniela Santanchè.
"C'è una grande ipocrisia dietro tutto questo. Se il No non avesse vinto Giorgia Meloni non avrebbe mai chiesto ai suoi di fare un passo indietro. È tutta sua la colpa di questa sconfitta". Eccola qua, la frase decisamente sopra le righe da cui scaturisce quel "addirittura?".
Anche di fronte allo stupore della intervistatrice, Bonelli prosegue imperterrito: "Sì, lei è la presidente del Consiglio, lei ha deciso una svolta terrificante nella politica comunicativa di questo referendum. Non dimentichiamo il suo discorso al Teatro Parenti a Milano. Un'offesa all'intelligenza degli italiani. Come ha potuto dire che se avessero vinto i No sarebbero stati liberati gli stupratori, i pedofili, gli spacciatori? Una premier non può permettersi un simile linguaggio. Non può raccontare bugie agli italiani".
Avs guarda già alle politiche: "Saremmo pronti anche se le elezioni dovessero essere domani", poi però avverte Elly Schlein e Giuseppe Conte: "Prima di parlare delle primarie ci si deve mettere d’accordo sui punti del programma. Questo è fondamentale. Le primarie si possono fare solo dentro un perimetro programmatico chiaro". E sui punti del programma "dobbiamo discutere". E qui, forse, nascono i problemi del campo largo.




