Elezioni anticipate? "Chiunque le invoca, di solito perde". A dirlo non è un esponente del governo, ma niente di meno di Clemente Mastella. Il sindaco di Benevento, nonché ex ministro della Giustizia nel secondo governo Prodi, si dice certo che proprio per questo "non lo fa nessuno. Non credo proprio che la Meloni le chiederà e penso che nemmeno il centrosinistra sarebbe preparato a una tornata elettorale anticipata". Ospite di Rai Radio1 a Un Giorno da Pecora, Mastella boccia anche le primarie: "Io non le farei, assolutamente no". E come sceglierebbe dunque il candidato premier? "Bisogna mettersi tutti d'accordo. Se Conte e Schlein si accordassero, basterebbe seguire quello prescelto. E comunque - prosegue - se si fanno le primarie, mi potrei candidare anche io, perché no? Serve anche qualcuno di centro e, casino per casino, partecipo anche io…".
E al posto di Elly Schlein e Giuseppe Conte, nel caso non si candidassero, potrebbe farsi avanti "Manfredi, il sindaco di Napoli, magari come federatore. Naturalmente se si mettessero d’accordo". Quanto a Silvia Salis, la sindaca di Genova spesso vista come rivale della leader dem, è ancora troppo presto. "È arrivata da poco e non è ancora molto conosciuta, anche se mi dicono che è brava".
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Non si è aperta solo la gara per le primarie. Un’altra competizione, con in palio un premio anche più...A tirare in ballo le primarie dopo il referendum è stato il numero uno pentastellato: "A essere precisi, sono mesi che tutti parlano di primarie, ben prima del sottoscritto. Ho detto che sono e siamo disponibili come M5S, però prima bisogna avere un programma condiviso e solo dopo si cerca l’interprete migliore per quel progetto. Farlo prima ridurrebbe tutto a una scelta leaderistica, individualistica e allora sì che alimenteremmo le divisioni e fantasiose ricostruzioni", aveva commentato sulle colonne di Repubblica.




