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Zampolli fa esplodere il "campo largo". Bonelli: è sgradito

di Tommaso Montesanolunedì 27 aprile 2026
Zampolli fa esplodere il "campo largo". Bonelli: è sgradito

3' di lettura

Paolo Zampolli sta terremotando il “campo largo”. Proprio lui: l’emissario di Donald Trump. Per la precisione: il “rappresentante speciale” del presidente americano “per le partnership globali”. Una parte del centrosinistra non lo può vedere. Avs, ad esempio. Ieri Angelo Bonelli, uno dei due leader della formazione politica- l’altro è Nicola Fratoianni - ha buttato giù una nota al vetriolo sull’onda delle inchieste di Report sul conto del fedelissimo del tycoon. «Il governo, a partire dalla presidente Giorgia Meloni, dovrebbe comunicare a Donald Trump che il suo inviato speciale Paolo Zampolli non è persona gradita nel nostro Paese».

LA TRASMISSIONE TV
Che è successo di tanto grave da giustificare questa richiesta? Semplice: Bonelli ha visto Report, che ultimamente si sta concentrando sull’uomo d’affari italo-americano. «Nel servizio andato in onda la settimana scorsa, ha definito le donne brasiliane tr*** b***rde programmate per fare casini. È un insulto vergognoso e irricevibile rivolto alle donne brasiliane, che evidenzia il pensiero che questo imprenditore, amico di Trump, ha delle donne. Quelle di Zampolli non sono solo gravi offese, ma insulti razzisti che andrebbero perseguiti». Da qui l’invito a Palazzo Chigi a bannare Zampolli: «Le donne vanno rispettate». E Report stasera farà il bis, coinvolgendo anche la first lady della Casa Bianca, Melania Trump, con un audio relativo a una conversazione tra i due del 2017. Oltre a rilanciare le testimonianze dell’ex compagna di Zampolli, Amanda Ungaro, e di Victoria Drake, che accusa l’imprenditore di violenza sessuale. «Accuse già archiviate dalle competenti autorità federali statunitensi e oggetto di denunce da me presentate avanti la procura della Repubblica di Roma per i reati di diffamazione, calunnia ed estorsione», ribatte con una nota l’avvocato dell’emissario di Trump, Maurizio Miculan. Davanti alle corti, Zampolli ha prodotto «prove documentali e audio che dimostrano come tali dichiarazioni conseguano al rifiuto del mio assistito di pagare 650mila dollari per evitare la loro divulgazione ai social media internazionali».

Questo è il lato “giudiziario-mediatico” della vicenda. Poi c’è quello politico, svelato da Libero lo scorso 1 aprile con il resoconto dell’incontro a pranzo, a Roma, tra lo stesso Zampolli e Conte.
«Con Conte siamo amici da tempo, quindi ci siamo visti ed è stato un incontro very easy, tra l’altro abbiamo mangiato molto bene, il menù era a base di pesce». Un pranzo figlio della special relationship che li unisce: «Non ci vedevamo da un paio di anni, ma ogni tanto ci sentiamo».

FDI ALL’ATTACCO
E qui si torna al “campo largo”. Perché ciò che è bene per Conte - «mi ha chiesto di salutargli il presidente Trump», ha aggiunto Zampolli - è male, malissimo per Bonelli. Una divaricazione che crea qualche problema alla coalizione di opposizione, come non manca di far notare, da Fratelli d’Italia, la deputata Cristina Almici: «Sorprende che Angelo Bonelli preferisca fare propaganda sulle parole pronunciate da Zampolli invece di rivolgersi ai propri alleati. Chieda piuttosto a Giuseppe Conte di prendere una posizione chiara e netta su queste dichiarazioni. Sarebbe inoltre utile che chieda a Conte di spiegare agli italiani di quali affari e trattative stesse discutendo a tavola con Zampolli a Roma. Prima di impartire lezioni al governo e alla presidente Giorgia Meloni, Bonelli faccia chiarezza in casa propria».