La sinistra ha disertato al gran completo la parata del 2 giugno, festa della Repubblica, che in ossequio all’articolo 52 della Costituzione (“La difesa della Patria è un sacro dovere del cittadino”) prevede la sfilata delle nostre Forze Armate innanzi alle massime autorità dello Stato. C’erano tutti sulle tribune dei Fori Imperiali (Salvini assente giustificato per impegni di lavoro) meno la Schlein, Conte e Fratoianni. Il Campo largo evidentemente ritiene che omaggiare i nostri soldati equivalga a sporcarsi le mani. Saviano va oltre e posta il video della celebre scena con pernacchia di Eduardo De Filippo nel film “L’oro di Napoli”.
Ma sì, spernacchiamole le nostre Forze Armate che tanto è gratis e non è prevista possibilità di replica. Ma quanto è stupido tutto questo? Stupido e ignorante, perché non ai soldati bensì ai politici da che mondo e mondo sta in capo la responsabilità delle guerre di cui proprio i soldati sono le prime vittime. Un generale non può dichiarare guerra, un soldato non può rifiutarsi di combatterla. E allora perché tanto disprezzo, odio per le divise?
Solo chi è in malafede non ammette che in una democrazia un soldato imbraccia l’arma soltanto per difendere la pace alla pari di un carabiniere che è armato solo per difenderci dalla criminalità. Sì, nel mondo reale – dopo che Eva mangiò la mela mettendo fine per sempre al Paradiso terrestre - pace e legalità vanno difese con la forza e dovremmo essere tutti grati a chi si assume questo onere e questo rischio. Gli eserciti non sono né di destra né di sinistra, sono al servizio del loro Paese. E allora torniamo al punto: il problema, semmai, è chi è a capo del Paese.
Quindi mi chiedo, con non poca preoccupazione: cosa succederebbe se questa sinistra un giorno dovesse prendere la guida dell’Italia? Scioglierebbe l’esercito, spernacchierebbe pubblicamente i nostri soldati? Con Prodi, Renzi e Gentiloni primi ministri non è successo ma ora tutti e tre tengono bordone a questi pazzi scatenati dei loro successori che stanno appresso ai terroristi di Hamas, ai pacifisti prezzolati, e in alcuni casi finanziati, dalle autarchie di ogni genere. Disarmare l’Europa significa avvicinare la guerra, non la pace. A offendere i nostri soldati si fa il gioco di Putin e degli ayatollah. L’ottantesimo anniversario della nostra Repubblica non meritava proprio un simile sfregio. Se tra i nostri soldati e Saviano si sceglie Saviano non si può governare un Paese degno di questo nome.




