Politica, immigrazione e diritti. Nel corso dell'intervista di Lilli Gruber a Roberto Vannacci si sono toccati diversi punti cruciali del programma di Futuro Nazionale, il partito appena fondato dal generale. In particolare, la conduttrice di Otto e mezzo - il talk show in onda su La7 - si è focalizzata sul capitolo lgbtqia+ e sulle posizioni controverse difese proprio da Vannacci. "C'è stata una deriva a legittimare la categoria degli lgbtq+ - ha spiegato il generale - e a includere all'interno della famiglia - che per me è una sola ed è composta da uomo, donna e figlio - qualcosa che non fa parte dei miei principi. Io continuo a promuovere la famiglia naturale".
"Lei sembra un po' ossessionato con gli omosessuali e gli lgbtqi+...", gli ha fatto notare la padrona di casa. "Io non lo sono assolutamente - la replica di Vannacci -. Forse è lei che lo è e lo vuole dimostrare pure stasera visto che ha riportato questo argomento in una discussione di politica". "Le minoranze in una democrazia vengono tutelate", ha precisato Gruber. "Devono essere rispettate - le parole del generale -. E infatti non capisco perché il frutto di un orientamento sessuale, quindi di un gusto personale, debba poi dare luogo a dei diritti...".
Otto e mezzo, la provocazione di Vannacci: "Un Ministero dell'Assimilazione"
A Otto e mezzo, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da Lilli Gruber, è stato ospite Roberto ...A quel punto, Lilli Gruber si è lasciata andare a una piccola provocazione: "E se scoprissimo che poi magari lei è gay?". "Vabbè, ma non chiederei alcun diritto - ha precisato Vannacci -. Uno è libero di fare quello che vuole, no? I gay qui in Italia hanno tutti i diritti. Se vanno all'ospedale. Se vanno per la strada possono tranquillamente guidare. Se vanno a scuola gli insegnano le materie".




