Si scatena Roberto Vannacci, quando alla prima assemblea di Futuro nazionale attacca la stampa per quello che ha scritto sul suo movimento. Il generale fa un elenco di nomi e cognomi di alcuni giornalisti partendo da Repubblica, "la capofila", ma poi elencando giornalisti del Fatto Quotidiano, il Foglio, ma anche della tv come Sigfrido Ranucci e Gad Lerner.
Il leader di Futuro nazionale dopo l'elenco ironicamente ringrazia, aggiungendo alla lista anche Corrado Formigli: "Se siamo qui, è grazie a loro". "L'infiltrazione dei giornalisti è già iniziata - dice - registrano di nascosto, come se si infiltrassero tra i Vietcong e io fossi il colonnello Kurtz".
Quindi invita i presenti a recitare la preghiera dei parà francesi, altro colpo basso alla sinistra: "Con la forza e la fede andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli".
Politicamente, l'europarlamentare ex Lega punzecchia più volte Giorgia Meloni e il centrodestra. "Se avessi provato a mettermi nei panni di una donna, quella frase ("Meloni si mette le ginnocchiere" davanti a Usa e Israele) non l'avrei recepita come una offesa sessista. Così come l'espressione 'cortigiana', ma io non sono una donna e non ho questa sensibilità - spiega -. Andrebbe chiesto alla premier. Il mio parere conta quel che conta".
Di sicuro, però, "non ho risposto alla premier perché se avrà una domanda da fare me la rivolgerà direttamente e avrò il piacere di risponderle". E avverte che non ha "mai parlato di adesione al centrodestra, è il centrodestra che ne parla, sembrano siano aspettative di questo centrodestra". Futuro nazionale parla di "linee rosse" come 'condizioni' per "collaborare". Ripetendo le sue "linee rosse" dall'immigrazione alla sicurezza sottolinea: "chi vuole salire sulla barca ci sale. Non è una mia istanza. Le mie posizioni non le ammorbidisco e non le cambio". Poi puntualizza: "Ancora prima di nascere Futuro nazionale Vannacci è al 5%. Siamo il sestante, che riporta l'alleanza di centrodestra nella giusta direzione".




