"Ci guardano da fuori come se non fossimo in grado di gestire il paese... Se fossimo nel privato ci avrebbero dato un bonus". Elly Schlein davanti alla direzione del Partito democratico si vanta di aver risanato le casse del Nazareno, come se questo basti e avanzi per accreditare la segretaria a Palazzo Chigi. Una uscita tragicomica che spiega bene la situazione in cui versa la leader Pd.
"Sul versante economico - ha spiegato Elly - avevamo una situazione difficile quando è partita questa segreteria", ora "abbiamo un partito sano". Schleine ha rivendicato il "record del due per mille, il segno di un partito sano". Poi, "siamo riusciti a tirare fuori i dipendenti dalla cassa integrazione, per noi veramente un sollievo. Abbiamo rimesso i conti in ordine". A posto così, dunque.
L'occasione è buona per annunci e proclami. La Festa nazionale dell'Unità si svolgerà a Reggio Emilia dal primo al 13 settembre. Anche sui territori "ci sono le feste dell'Unità, ci sono quelle più solide e gettonate, ma io vi chiedo di coprire tutte le feste dell'Unità", sottolinea la segretaria parlando agli esponenti dem, prima di buttarsi a capofitto sul core business della ex Ditta, le alleanze.
Vincere, per tornare al potere. "Io sono convinta che insieme ci riusciremo perché abbiamo un'occasione storica", è il grido di battaglia di Schlein. "Usiamo bene insieme questi mesi. Vi chiedo la massima mobilitazione, perché dopo vent'anni abbiamo finalmente una opportunità: andare insieme a un'alleanza progressista alle prossime elezioni, vincere quelle elezioni e cambiare finalmente il paese. Facciamolo insieme", ha concluso.
"L'alleanza progressista è già una realtà. Se mai dobbiamo allargare ancora, non certo restringere. Lo è nel paese, lo è in Parlamento, lo è nei territori dove governiamo insieme e governiamo bene insieme. Nessuno questo lo mette più in discussione, è la cornice comune. E qualche anno fa non era affatto spontaneo. Proprio per questo però ora bisogna fare uno scatto in avanti. La coalizione ha margine per crescere ancora, aprirsi al contributo di nuove forze, aprirsi alla società italiana, aprirsi alle energie migliori, alla passione, all'associazionismo, alle competenze". Dopo la foto nell'osteria di Campo de' Fiori con Conte, Fratoianni e Bonelli, il tema-campo largo è tornato a essere assai spinoso. Matteo Renzi, assente (come Riccardo Magi di +Europa, peraltro), ci è rimasto male. E Carlo Calenda, altro potenziale alleato, si era limitato a sfottere l'ex sodale leader di Italia Viva. Un effetto bloomerang clamoroso. Ma Schlein fa spallucce.
Nella costruzione dell'alleanza progressista "noi faremo la nostra parte, il Partito democratico avverte la responsabilità che deriva dall'essere la prima forza dell'opposizione e la interpreta senza alcuna pretesa di autosufficienza né di egemonia, ma con quello spirito che io ho sempre definito testardamente unitario. Siamo qui per costruire qualcosa di più largo di noi - ha spiegato - per generare il nuovo e per farlo insieme, per essere convincenti. Perché l'Italia ha bisogno di un'alternativa credibile e quell'alternativa non può che essere plurale e aperta al futuro".




