Come un elefante al centro di una stanza, il generale Roberto Vanancci ed il suo Futuro Nazionale sono un fattore di complicata gestione per tutto il centrodestra. E, ai dubbi già espressi da diversi alleati, si aggiunge la netta presa di posizione di Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato ed esponente di Forza Italia, che in un'intervista a La Stampa chiude di fatto la porta al generale: “I valori di Vannacci sono opposti ai nostri. Si dice estraneo all'europeismo, alla cultura liberale, all'atlantismo. È il nostro opposto. A dire la verità, non è chiaro quali siano davvero i suoi valori”.
La senatrice contesta anche la scelta politica del generale: “Un patriota non tradirebbe i cittadini italiani che lo avevano votato con un altro partito. E mi sembra che cambi anche spesso idea, se serve a ottenere visibilità e qualche voto in più”. Alla domanda se chiuderebbe definitivamente la porta, la risposta è altrettanto netta: “In Parlamento lui vota contro il governo insieme a Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. Ed è uscito dal centrodestra solo pochi mesi fa. Non vedo perché dovrebbe rientrare”. Secondo Ronzulli, l'eventuale ingresso di Vannacci non rafforzerebbe la coalizione: “Non è mai una questione di somma algebrica. Il suo consenso non lo trasferirebbe dentro la coalizione. Perderemmo voti noi e perderebbe voti lui. Da fuori, invece, qualche voto lo toglie alla destra, ma farà danni anche dall'altra parte, perché pesca nel voto di protesta del M5S”.
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Matteo Salvini, intervenendo dal palco di Nexus a Milano Marittima durante un evento della Lega Giovani, ha affrontato d...Ancora più significativa la risposta sull'ipotesi che Giorgia Meloni possa insistere per includerlo: “Questa coalizione esiste da più di 30 anni e ogni decisione si prende insieme. Una coalizione con dentro Vannacci e fuori Forza Italia vorrebbe dire che non esiste più il centrodestra. Detto questo, sono convinta che restando fuori Vannacci sarà vittima del voto utile”. Ronzulli, però, difende la riforma elettorale con premio di maggioranza, apre a un sistema misto sulle preferenze e, guardando alle comunali di Milano, indica tra i nomi spendibili Antonino La Lumia, Alessandro Spada, Maurizio Lupi e Pietro Tatarella. Bocciato, invece, Cottarelli: “Ho grande stima, ma i nostri elettori non si sono dimenticati che è stato eletto con il Pd”.




