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Elly Schlein demolita nelle chat Pd: "Grave errore", "Non tocca palla"

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sabato 4 luglio 2026
Elly Schlein demolita nelle chat Pd: "Grave errore", "Non tocca palla"

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"Un grande errore non proporre un nostro nome per il cda. Non stiamo più toccando palla": questa una delle critiche rivolte alla leader del Pd Elly Schlein in alcune chat dem riservate, citate dal Giornale, in riferimento a quanto accaduto in Commissione Vigilanza Rai. Nelle scorse ore, dopo aver fatto muro sull'elezione del nuovo presidente indicato dal centrodestra, i membri delle opposizioni si sono dimessi. E subito dopo lo hanno fatto anche i componenti della maggioranza, accusando la sinistra di aver occupato, sequestrato e strumentalizzato la Commissione.

Qualcuno a viale Mazzini, però, avrebbe provato a far ragionare la Schlein sull'inefficacia della strategia dell’Aventino sul dossier Rai. Le avrebbero spiegato, insomma, che essere fuori dalla governance della tv di Stato non avrebbe portato a nulla, perché "la Rai è di tutti, non è solo del centrodestra, del M5S e di Avs". Il malumore dem sarebbe emerso anche dai capannelli del Transatlantico di Montecitorio, dove in alcuni casi i deputati del Pd si sarebbero lasciati scappare frasi del tipo: "Sulla Rai chiedete alla segretaria".

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A smuovere un po' lo status quo, con le conseguenti dimissioni di massa, secondo il racconto di fonti qualificate, sarebbe stato il consigliere di amministrazione Roberto Natale che, spiegano, "conosce la macchina Rai come pochi" e viene considerato un pontiere tra Pd e Avs. Anche in questo caso, l'intervento della Schlein è arrivato parecchio in ritardo, quando tutti gli altri leader di sinistra si erano già esposti sul passo indietro dei commissari. "La destra ha proceduto a una occupazione quasi totale della Rai. Per questo noi insistiamo da tre anni: Meloni sarà l'ultima presidente del Consiglio a lottizzare la Rai, e con le altre opposizioni continueremo a batterci per attuare il Media Freedom Act e per una riforma della governance che renda finalmente la Rai indipendente da politica e partiti", ha detto la segretaria fuori tempo massimo.

La sinistra, in ogni caso, vorrebbe tornare a contare in viale Mazzini. Così come non vorrebbe lasciare nelle mani del centrodestra l'elezione del prossimo presidente della Repubblica. Dunque, sia per la Rai che per il Quirinale, il campo largo avrebbe già le idee chiare. E a un anno dalle elezioni politiche non solo sarebbe già stata redatta la rosa di nomi che potrebbero sostituire Sergio Mattarella, ma sarebbe pronta da tempo anche la lista di chi proverà a tingere di nuovo di rosso la Rai.

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