Matteo Renzi non sa come farsi notare. Inventa nomi per la “coalizione” di centrosinistra e per farsi ben volere, accettare, inghiottire fa il comandante partigiano equiparando la Meloni e il suo governo al nazismo.
“Rosa bianca” è quello che riesce a trovare il gradasso toscano per ricordare il martirio di Sophie Scholl, giovane tedesca assassinata dai nazisti, come simbolo contro la destra. Un’operazione di sciacallaggio davvero ignobile. In Italia, è comunque scopiazzatura, visto che già Bruno Tabacci aveva battezzato così il suo partito visto di sfuggita nelle politiche 2008 in accoppiata - la solita - con l’Udc... Ormai siamo alla riffa sui nomi: dibattito tra compagni da assemblea permanente.
Hanno cominciato da “Alleanza per la Pace”, che non convinceva per un richiamo antiquato agli anni ’70. Poi, Eureka, il colpo di genio escogitato in chissà quale cantina per battezzarsi “Alleanza per la Costituzione”, ma oggettivamente fa sbadigliare. E ora arriva Renzi che butta lì “Rosa Bianca”, evocando appunto Sophie Scholl. Certo è che paragonare l’opposizione a Meloni alla lotta contro il nazismo è vomitevole, il consueto patetico passaggio che fa storcere il naso a tanti, anche a sinistra. Alla fine resta il solito problema: si discute tanto sul branding e sul “campo largo riformista whatever”, ma poi i contenuti e la coalizione vera faticano a decollare. Il destino più triste attende comunque proprio il Campo Largo che sta tirando le cuoia e a cui Renzi offre sepoltura, o almeno nella versione “tutti dentro” sognata da Schlein e Conte. Le foto di questi mesi (tipo l’incontro Pd-M5S-Avs senza Renzi) parlano chiaro: è diventato più un campo stretto tra sinistra-sinistra e grillini, con Italia Viva e i riformisti relegati al ruolo di fastidiosi outsider.
Covid, Giuseppe Conte non risponde e il Pd tace: due pesantissimi sospetti
Giuseppe Conte prova a coprire le inquietanti ombre sull’operato del suo governo in tempo di pandemia, che stanno ...Renzi lo sa e per questo spinge su “Alleanza per la Costituzione” o “Rosa Bianca”, cercando di allargare a modo suo o di posizionarsi come alternativa se il carrozzone deraglia. Renzi che tira fuori la “Rosa Bianca” nel 2026 è come se uno proponesse una Dc, o un Pli o un Psdi nel 2025: tecnicamente libero, ma fa un po’ “ho finito le idee”. Tabacci l’aveva usata nel 2008 proprio per fare centro moderato-cattolico, e ora Renzi la rispolvera come se fosse una novità fresca. Alla fine è il solito gioco dei centristi italiani: si litigano gli stessi simboli, gli stessi nomi (“Alleanza”, “Costituzione”, “Rosa”) e gli stessi 2-3% di elettorato. Il problema di fondo è sempre lo stesso: veti incrociati (Conte non si fida di Renzi e viceversa), percentuali basse di molti, e un elettorato che non si esalta per sommatorie di sigle. Un dito sporco di inchiostro (o l’impronta digitale) potrebbero fare da simbolo alternativo. Almeno sarebbe originale e anti-impronta di ceralacca... Insomma, il tempo di cominciare e saranno già scomparsi.




