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Berlusconi difende Meloni da Trump

L’ad di Mfe: "Mi sento offeso dagli attacchi del tycoon al premier» E su Vannacci: «Aspettiamo il programma..."
di Benedetta Vitettavenerdì 10 luglio 2026
Berlusconi difende Meloni da Trump

3' di lettura

Impettito ed elegante come sempre, ieri sera Pier Silvio Berlusconi, davanti alla stampa italiana, inizia a parlare a ruota libera - come fa sempre in occasione della serata dei palinsesti - partendo dalla leuga ma quanto mai decisiva acquisizione della tedesca ProsiebenSat.1. «L’integrazione sta andando avanti bene per ora». Ma il numero uno di Mfe (MediaforEurope) non disdegna di commentare pure l’attuale situazione politica italiana. Innanzitutto esprime pieno sostegno alla premier, Giorgia Meloni, lodando la sua politica internazionale e il lavoro fatto negli ultimi anni e stigmatizzando le parole di Donald Trump. «Ha usato parole che mi hanno offeso come italiano». Poi, rispondendo a una domanda sulla compatibilità di Vannacci col programma del centrodestra, il manager ha precisato che «l’Italia non è nuova a fenomeni che dal nulla crescono e lui» ha aggiunto, «è un bravo comunicatore, ma la propaganda è propaganda e Vannacci lo sa molto bene» ha precisato Berlusconi, «quindi aspettiamo di vedere il programma e così capiremo se è coerente con quello del centrodestra». Insomma quella dell’imprenditore pare essere una posizione attendista e per ora non chiude la porta al generale, da poco uscito dalla Lega, e ora leader di FnV. Una scelta ben diversa rispetto alla sorella, Marina, che ha giudicato le dichiarazioni di Vannacci troppo estremiste e incompatibili con la linea di Forza Italia. Ciò detto, Berlusconi inizia a parlare di tivù, quella vera, e del grande sogno paneuropeo realizzato con Mfe che oggi è presente in Italia, Spagna, Svizzera, Austria, Portogallo e Germania.

«L’integrazione di Prosieben procede bene. Quest’anno Mfe-Mediaset registrerà 160 milioni tra efficienze e sinergie, in forte anticipo sulle stime previste. Le previsioni erano di 30 milioni di sinergie nel 2026, di 60 milioni nel 2027 e di 110 nel 2028, ma stiamo correndo veloci». Nei ricavi con le acquisizioni, il gruppo è passato dai 2,6 miliardi del 2020 ai 6,5 del 2025. Secondo Pier Silvio «ora saremo leggermente in calo perché stiamo semplificando le moltissime partecipazioni di Prosieben: 6 su 7 sono state già vendute. Ma ora puntiamo ad alzare i margini». E, per ora, Prosieben resta quotata in Borsa, a Francoforte. «Avevamo pensato a un delisting, ma ora varie opportunità ce lo fanno evitare» ha precisato il numero uno di Mfe, che detiene oltre il 75% della società con sede in Baviera. E Berlusconi rivela una curiosa novità: «la piattaforma online di vendita di prodotti di bellezza Flaconi, detenuta da Prosieben e da sempre candidata a una cessione, «è stata una sorpresa positiva e cresce, cosa che ci piace molto. Magari invece di venderla la sviluppiamo» ha concluso l’ad di Mfe-Mediaset.

Ciò che invece non piace all’ad è ancora una volta la mancata fusione di Rai Way-Ei Towers, di cui il Biscione ha il 40% mentre l’altro 60% fa capo a F2i. «Ci abbiamo provato negli anni scorsi con un’Opa e ci ha stoppato la politica, ora le richieste di Rai Way: noi guardiamo a lungo termine, altri guardavano ai piccoli numeri e alla contabilità» ha Pier Silvio Berlusconi che adesso «valuta ogni alternativa possibile, e ce ne sono varie. Siamo gli unici in Europa che non abbiamo una piattaforma di distribuzione unica». L’andamento del mercato pubblicitario non è quello dei tempi passati: «Italia e Spagna sono in una situazione complicata: l’Italia regge nonostante gli eventi, ma il mercato pubblicitario è in leggero calo. Noi nel I semestre non diamo una stima, ma facciamo un filo meno del mercato. Nel II semestre restiamo positivi».