Riavvolgiamo il nastro di qualche ora, torniamo a ieri, martedì 14 luglio. Siamo in aula alla Camera, si vota sulla riforma elettorale. E il governo, come è ormai storia, va sotto. Ko di un solo voto sull'emendamento per reintrodurre le preferenze, fortemente voluto da Giorgia Meloni. In maggioranza si conterebbero 31 franchi tiratori. Un grosso caso politico che ha portato il premier a spendere parole dure, sia nei confronti di chi, di fatto, ha tradito, sia nei confronti di una sinistra che chiamata a reintrodurre quelle preferenze per cui sulla carta si è sempre spesa si è tirata indietro.
Tant'è, hanno fatto discutere, parecchio, anche le immagini arrivate dagli scranni dell'opposizione subito dopo il voto con cui l'esecutivo si è ritrovato in minoranza. Esultanze scomposte, "come se avessero vinto i mondiali", rimarcavano dalle parti di Fratelli d'Italia, mettendo in evidenza il grottesco atteggiamento del fronte progressista.

Ebbene, in queste scene di risibile giubilo c'è chi ha notato anche un dettaglio molto succoso. Si tratta di Dagospia, che rilancia uno scatto dell'esultanza degli scranni dem. "Notate qualcosa di strano in questa foto?", si chiede in premessa Dago. Dunque ecco che si spiega cosa, effettivamente, di strano ci sia nello scatto: "Mentre tutti i deputati del Pd festeggiavano per la sconfitta di Meloni sulle preferenze, un uomo resisteva, imperturbabile e inscalfibile, nello scranno: Piero Fassino!".
E in effetti, stando alla foto, quello di Fassino appare un cuore in inverno. Serio, cupo, per nulla festante. Immobile, impalato, "come se non si fosse accorto di quello che accadeva attorno a lui", aggiunge Dago. Dunque, il sito diretto da Roberto D'Agostino avanza una chiave di lettura per quell'immagine: "Sempre più lontano dal suo partito. L'ex sindaco di Torino, in Parlamento da sette legislature, deve aver realizzato che al prossimo giro potrebbe finire ai giardinetti". Vuoi vedere che Dago ci azzecca... ?




