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Laura Boldrini, l'ultimo delirio: "Per cosa passerà alla storia Meloni"

mercoledì 2 settembre 2026
Laura Boldrini, l'ultimo delirio: "Per cosa passerà alla storia Meloni"

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Laura Boldrini "celebra" la longevità del governo Meloni con una bella sparata delle sue. L'attuale esecutivo è infatti il più longevo nella storia della Repubblica, eppure l'ex presidente della Camera trova comunque il modo per attaccarlo. "Giorgia Meloni passerà alla storia per essere stata la prima donna a capo del governo che, invece di battersi per tutte le donne, ne impedisce anche l'accesso nelle istituzioni. L'ultima trovata della maggioranza sulla legge elettorale è far saltare la rappresentanza di genere per i capilista bloccati. Questo significa che il prossimo Parlamento, se mai dovesse essere approvato questo obbrobrio, potrebbe essere quasi del tutto composto da uomini", arriva a dire la presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

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E ancora: "Una legge elettorale scritta su misura, che cambia di mese in mese, solo per garantire l'attuale maggioranza, terrorizzata dall'avanzata di Vannacci. Cambiano i sondaggi e cambia il testo della norma. Altro che stabilità del Paese: l'unico interesse di Meloni e compagni è non rischiare di perdere il potere. E per farlo è disposta a ricorrere a stratagemmi e sotterfugi che premierebbero la sua coalizione anche se non avesse la maggioranza dei voti. Ed è disposta anche a minare la Costituzione, senza neanche rischiare l’esito di un referendum, introducendo il premierato di fatto con l'indicazione obbligatoria del Presidente del Consiglio nei programmi, che toglie poteri al Capo dello Stato. È un percorso pericolosissimo contro il quale ci batteremo in Parlamento, come abbiamo già fatto alla Camera, portando la maggioranza ad andare sotto. Ma serve anche una grande mobilitazione popolare per impedire a Meloni, Salvini e Tajani di minare alle basi la nostra democrazia e di cancellare tante battaglie per una presenza paritaria delle donne nelle istituzioni".

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Evidentemente però Boldrini è smemorata. Come dimenticarsi le numerose lettere aperte, appelli e documenti di protesta firmati dalle esponenti femminili del Pd per denunciare la scarsa rappresentanza di genere nei ruoli di vertice e nelle liste elettorali. Il caso più eclatante è quello post-elezioni politiche del 2018. Oltre 400 donne del PD (tra cui parlamentari, amministratrici locali e militanti) firmarono un durissimo manifesto di rivolta politica indirizzato ai vertici maschili del Nazareno.