I risultati del sondaggio fatto tra i partecipanti al Forum Ambrosetti di Cernobbio non lasciano spazio a dubbi: il mondo economico e finanziario promuove e si fida del governo Meloni mentre boccia senza possibilità di appello la sinistra di Elly Schlein e Giuseppe Conte. Se ci aggiungiamo la freddezza con cui è stato accolto Roberto Vannacci il puzzle è completo: a chi produce e a chi investe vanno bene le cose come stanno. Ma attenzione: non penso proprio che si tratti di una questione ideologica, che improvvisamente tutto quel mondo sia diventato di destra, più probabilmente vengono premiate la stabilità politica e la responsabilità nella gestione dei conti, due requisiti senza i quali non può esserci crescita.
E contemporaneamente spaventa il caos del Campo largo che, pur di esistere, si sta mettendo nelle mani delle sue componenti e fazioni più ideologiche e illiberali con prospettive destabilizzanti. In altre parole, chi vive di fatti e non di slogan sa bene che più di così un governo - stante la situazione internazionale - non poteva fare; che non è che se domani la sinistra andasse al governo potrebbe incidere sul caro bolletta energetica, sui dazi americani, sulla pressione fiscale, sulle guerre e i loro costi.
Tanto vale quindi - mi sembra il ragionamento fatto a Cernobbiotenersi stretta la stabilità e l’affidabilità dell’attuale maggioranza in attesa di tempi migliori. Tutto ciò è certamente un colpo per le aspirazioni della sinistra di governare questo Paese, ma anche un monito al centrodestra a non sfaldarsi per mere questioni elettorali, a non dare l’impressione che la colla magica che ha permesso di raggiungere il record di durata di un governo si sia seccata, non tenga più. Perché allora sì che sarebbero grossi guai, altro che Vannacci.




