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Giorgia Meloni, conto corrente spiato: clamoroso, chi finisce a processo

di Roberto Tortoramercoledì 16 settembre 2026
Giorgia Meloni, conto corrente spiato: clamoroso, chi finisce a processo

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Tra i 3.572 clienti di Intesa Sanpaolo i cui conti sono stati spiati da Vincenzo Coviello, 54 anni, ex-dipendente dell’istituto in servizio nella filiale Agribusiness di Bisceglie, figurano anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Dopo oltre due anni di indagini affidate ai carabinieri, il procuratore di Bari Roberto Rossi e la pm della Dda Bruna Manganelli hanno notificato a Coviello, licenziato l’8 agosto 2024, l’avviso di conclusione delle indagini. Le accuse sono di accesso abusivo a sistema informatico aggravato, procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, rivelazione di segreto d’ufficio e trattamento illecito di dati personali. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Coviello non avrebbe spiato soltanto esponenti dell’attuale governo. Tra gli obiettivi ci sarebbero anche gli ex-presidenti del Consiglio Silvio Berlusconi, Mario Draghi, Matteo Renzi, Giuliano Amato ed Enrico Letta.

Per Berlusconi, l’ultima "sbirciata" risalirebbe al giorno della morte, il 12 giugno 2023. Nell’elenco compaiono inoltre gli ex-ministri Umberto Bossi, Luigi Di Maio, Carlo Calenda, Mara Carfagna, Raffaele Fitto, Daniela Santanchè e Maria Stella Gelmini. Spiati anche i dati dell’ex-governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, in tre occasioni tra il 2021 e il 2022. Alle indagini ha partecipato anche la Direzione nazionale antimafia. Gli inquirenti avrebbero scoperto che la "prassi" di Coviello, iniziata nel 2020 e proseguita fino all’aprile 2024, sarebbe stata seguita anche da altri sette dipendenti di Intesa Sanpaolo. Le loro posizioni sono state stralciate e inviate alle Procure competenti. Intesa Sanpaolo, invece, è stata archiviata.

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La Procura ha definito la banca "la vera e unica parte lesa della vicenda". Nel decreto si parla della "palese insussistenza di un interesse o vantaggio della Banca" e dell’"adeguatezza del modello organizzativo". L’istituto, si legge nell’archiviazione, "sin dalle prime fasi investigative ha dimostrato collaborazione proattiva e volontà di trasparenza assoluta". Coviello avrebbe agito nell’interesse esclusivo proprio "o di terzi", causando all’Istituto "un vulnus irreparabile". Intesa Sanpaolo, conclude la Procura, "ha subito un gravissimo danno, sia sotto il profilo reputazionale sia sotto quello patrimoniale".