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Sondaggio-Noto, Beppe Grillo: "Dove può arrivare il suo partito", panico nel campo largo

di Tommaso Montesanomartedì 15 settembre 2026
Sondaggio-Noto, Beppe Grillo: "Dove può arrivare il suo partito", panico nel campo largo

3' di lettura

Il Grillo furioso è una mina nel Campo largo. Non bastassero i problemi da risolvere, con la lite sulla leadership tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e il rebus primarie, per il centrosinistra è in arrivo anche la grana dell’ex garante – e fondatore – del M5S. E che grana: Grillo sarebbe pronto a lanciare un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni del prossimo anno. Così, almeno, lascia intendere il nuovo status Whatsapp dell’Elevato, che ha postato un aggiornamento burlandosi della sua ex creatura con un’immagine: il simbolo del M5S trasformato in un “Movimento zero stelle”. Una stilettata niente male all’indirizzo del suo successore, con il quale peraltro è impegnato in una battaglia legale per l’uso del logo pentastellato. La sortita ha ridato fiato alle voci su una possibile discesa in campo bis di Grillo. Con effetti tutt’altro che trascurabili per il Campo largo, visto che la possibile, nuova formazione del comico si posizionerebbe a sinistra dell’attuale coalizione formata da Pd, M5S, Avs e ipotetica quarta gamba di ispirazione centrista.

«Si tratterebbe di un’operazione speculare a quella che sta portando avanti Roberto Vannacci nel centrodestra», ragiona Lorenzo Pregliasco, fondatore di YouTrend. Con una differenza: «Non è detto che abbia lo stesso successo». Almeno considerando i numeri di cui oggi è accreditato Futuro Nazionale. Ma questo non significa che il Campo largo non rischi, anzi. «Non è necessario che i numeri siano gli stessi», osserva Pregliasco. Sottinteso: per provocare effetti politici ai fini dell’esito elettorale del 2027. Guardando gli attuali rapporti di forza tra le coalizioni, infatti, «sarebbero sufficienti due, tre punti in meno per il centrosinistra per permettere a Giorgia Meloni di vincere senza allearsi con Vannacci».

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IL MERCATO ELETTORALE
E qui veniamo al cuore della questione: esiste, nel mercato politico-elettorale attuale, uno spazio per una nuova forza alla sinistra del Campo largo? La risposta di Pregliasco è affermativa e il pensiero corre a Terra, pace e dignità, la formazione di Michele Santoro che si presentò alle Europee del 2024 con una piattaforma alternativa ai partiti tradizionali del centrosinistra. Non superò la soglia di sbarramento del 4%, ma incassò comunque il 2,2%. Che sarebbero più che sufficienti per «dare fastidio» a Pd, M5S e Avs. «Uno spazio politico di alcuni punti percentuali c’è», afferma Pregliasco. Certo, Grillo non è più quello delle folle oceaniche del “vaffa day”, ma chi può escludere che al “richiamo della foresta” non risponda l’area più ortodossa del Movimento? E c’è un altro precedente da tenere in considerazione, per il numero uno di YouTrend: «Anche i numeri raggiunti da Unione popolare, la formazione di Luigi de Magistris, nel 2022, l’1,4%, dimostrano che un’area di sinistra fuori dalla coalizione c’è».

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Per Antonio Noto, fondatore di Noto Sondaggi, l’effetto di un nuovo movimento targato Grillo potrebbe essere ancora più pesante per il centrosinistra: «Potrebbe valere almeno il 3%, forse qualcosa in più». Un numero al quale l’analista arriva osservando due porzioni del mercato elettorale. «Nel M5S esiste un’area che pur essendo fedele a Conte, non hai reciso il legame sentimentale con Grillo». Noto, ricorda, ad esempio, le posizioni degli ex sindaci di Torino e Roma, Chiara Appendino e Virginia Raggi, che spesso hanno esternato le loro perplessità sull’alleanza con il Pd e i rapporti con Matteo Renzi. Quest’area corrisponde, fa di conto, «ad un terzo dell’elettorato del M5S». E lì Beppe potrebbe fare breccia. Soprattutto, però, c’è quel blocco di elettori pentastellati che dopo la sbornia del 2018 - il 32,6% alle Politiche - una volta uscito di scena Grillo si è rifugiato nell’astensione: «Tra il quasi 33% di otto anni fa e 12% attuale, ci sono circa venti punti. Una parte di questi ex sostenitori, potrebbe decidere di rientrare sostenendo il fondatore. Se poi Grillo dovesse anche riprendersi il simbolo, la cosa diventerebbe ancora più interessante».

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