"Tajani, non sono una donna 'affidabile'? Non sono una 'brava madre di famiglia'?". Chiara Appendino, seduta su una panchina, in minigonna: l'ex sindaca di Torino, esponente di peso del Movimento 5 Stelle, parte all'attacco di Antonio Tajani per la sue parole sulle "brave ragazze" e le gonne corte che hanno scatenato un polverone a sinistra nel weekend.
"Nel 2026 non possiamo sentire ancora un ministro della Repubblica spiegarci che sia meglio sposare una donna meno appariscente e con la gonna più lunga. La nostra affidabilità non si misura in centimetri di stoffa. Usciamo dal Medioevo", scrive polemica la deputata pentastellata sui social a corredo della foto.
"Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede 'che ragazza mi devo sposare? Una ragazza magari affascinante?'. Sì certo, con una ragazza affascinante è bello sposarsi. Ma che carattere ha? No, sai, ha cambiato più fidanzati, ha mollato il fidanzato, se n'è andata, è portata a mettere qualche cornetto... E poi c'è una ragazza meno appariscente ma più affidabile, più seria, che sarà una buona madre di famiglia, che terrà fede all'amore che conferma con il matrimonio, e allora io a mio figlio dico: scegli la seconda...", aveva spiegato Tajani dal palc1o di "Itaca", la kermesse organizzata da Giuseppe Cangemi venerdì a Formello. Il leader di Forza Italia aveva aggiunto che la donna "affascinante però magari ti tradisce" e che allora "non va bene", mentre "quella carina, ma magari meno vistosa è una persona che garantisce la stabilità della casa, della famiglia". Apriti cielo, con Italia Viva che per prima aveva preso di mira il ministro degli Esteri sui social. Poi è arrivata l'Appendino, quasi come se la credibilità delle opposizioni oggi sembri passare anche dalla misura di un vestito.
"Il Movimento è forte, più forte che mai. E siamo pronti a costruire un'alternativa concreta a questo governo fondata sui nostri valori", aveva scritto sempre sui social la Appendino, poco prima. "I due giorni di Nova - sottolineava - sono stati un'emozione pura, insieme a una comunità partecipe e battagliera. Chi sceglie il Movimento 5 Stelle non si accontenta di occupare i palazzi: vuole essere il motore del cambiamento. È il Movimento in cui mi sono riconosciuta dal primo giorno, è il Movimento in cui continuo a credere".
"Oltre 17 mila cittadini - proseguiva Appendino - hanno partecipato a questo percorso, si sono messi in gioco, hanno fatto sentire la propria voce. Ora quella voce dobbiamo farla rimbombare ovunque. I 20 punti programmatici usciti da Nova sono la fotografia di 4 anni di battaglie della nostra comunità, dentro e fuori le istituzioni. E le nostre priorità sono chiare. No alla folle corsa al riarmo. Ce lo chiedono centinaia di migliaia di persone scese in piazza con noi, e noi non cambieremo idea. Stop al conflitto di interessi e regolamentazione delle lobby. La politica deve servire i cittadini, non fare gli affari di pochi. Voto ai sedicenni, per dare finalmente fiducia e spazio ai giovani. Ripristino di Opzione Donna, per restituire dignità alle lavoratrici tradite da questo Governo. Rilancio di Transizione 4.0, per cancellare gli scempi del ministro Urso e dare reale ossigeno alle nostre imprese. E poi sanità pubblica e universale, liberata dalla politica e uguale da Nord a Sud". "Queste sono le esigenze reali delle persone - sottolinea Appendino -. Questo è il Paese che vogliamo. Il campo progressista può costruire il futuro solo se sceglie di essere testardamente radicale e alternativo a questa destra classista, servile con i potenti e guerrafondaia. Noi ci siamo. Il Movimento 5 Stelle è pronto".




