Al centro del dibattito nel corso dell'ultima puntata di Dritto e Rovescio, su Rete 4, il dl scuola approvato ieri, 24 settembre, dal Consiglio dei Ministri. Per una volta, il tema di discussione non è il tetto del 30% per gli studenti stranieri, bensì il divieto di indossare burqa e niqab in aula.
Ospite nello studio di Paolo Del Debbio c'è Jasmine, cittadina italo-egiziana, che viene interrogata sulla questione. "Parliamo di velo, è giusto o no indossarlo in classe?". "Io - risponde - trovo che sia una libera scelta. Essendo musulmana, decido di seguire la mia legge, la mia religione, che mi dice di mettere il velo". Diverso il discorso che riguarda il burqa. "Se lo voglio mettere - continua Jasmine -, nel Corano non c'è scritto di metterlo, non è obbligatorio. Il velo è obbligatorio nell'Islam. Però il burqa no. Ma se io lo volessi mettere, il problema dov'è?". Il problema c'è eccome, come le fa notare subito Del Debbio: "Il problema è che è illegale in Italia!".
Dritto e rovescio, l'immigrata scatena il caos: "E' solo colpa degli italiani"
"La colpa è semplicemente degli italiani, perché noi che arriviamo qua non è che sappiamo le s...La ragazza, che evidentemente non si aspettava quella risposta, la spara grossissima: "Lo so che è illegale, però siete proprio voi che non ci date libertà". Lo studio esplode: un misto di indignazione e incredulità si dipinge sulle facce del pubblico e degli ospiti. Ci pensa del Del Debbio a riportare l'ordine: "È una legge di tutto il mondo, è una legge di tutto il mondo civile dove il riconoscimento facciale deve essere obbligatorio. Cioè è ovvio, tra l'altro è anche ovvio perché uno va in strada e deve essere riconosciuto".
"Se voglio mettere il burqa, il problema qual è?"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) September 24, 2026
Jasmine, italo-egiziana, a #drittoerovescio pic.twitter.com/TWsaZ8FCjS




