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Dritto e rovescio, Donzelli zittisce Luisella Costamagna: "Hai fatto la tua brutta figura"

di Roberto Tortoravenerdì 25 settembre 2026
Dritto e rovescio, Donzelli zittisce Luisella Costamagna: "Hai fatto la tua brutta figura"

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Acceso scontro tra Luisella Costamagna e Giovanni Donzelli nel salotto di Dritto e Rovescio, il programma d’approfondimento di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. I temi del litigio sono le esternazioni sull’aspetto delle donne sul quale è scivolato il ministro degli esteri, Antonio Tajani, il decreto sulla scuola che vieta il burqa e mette un tetto agli studenti stranieri nelle classi e il decreto Cutro, cioè il pacchetto di norme del Governo sull'immigrazione, nato in seguito al naufragio di migranti a Steccato di Cutro.

Costamagna attacca Donzelli: “Chi è che ha tagliato i corsi d'italiano nei centri di accoglienza? Voi con il decreto Cutro. Non insegnate l'italiano e poi li punite perché non lo sanno parlare”. Donzelli perde la brocca e sbraita: “Basta fare propaganda accusando il razzismo. Che c'entra il razzismo con i corsi d'italiano? Perché stiamo mentendo ai genitori, i centri d'accoglienza non c'entrano nulla con i bambini nelle scuole. Il razzismo non c'entra niente, hai fatto la tua brutta figura e stai insistendo”.

Costamagna, però, insiste sul tema: “Donzelli urla, perché non vuole che finisca. Non gli insegnate l'italiano, poi li punite trasferendoli in altre scuole se non sanno l'italiano. Sul burqa, proprio perché c'è già una legge che vieta ciò che impedisce l'identificazione e non esiste più, al massimo c'è il niqab, che bisogno c'era di questo decreto?”.

Passando al tema della considerazione delle donne fatta da Tajani, Costamagna tira un altro gancio: “Questo è un governo che ci vuole riportare agli anni '50 con la gonna lunga. Donzelli lei non ha nulla da dire sulle aberrazioni del vostro ministro Tajani? Togliamo il velo dalle donne islamiche e dal velo torniamo alla gonna lunga anni '50, è una cosa serissima”. Donzelli stavolta si limita a commentare infastidito: “Ma basta, ma basta, ma dai, basta, pietà, ti giudichi da sola”.