La sinistra continua a fare favori all'Islam "perché cerca consenso tra gli stranieri, avendone perso moltissimo tra gli italiani". Augusta Montaruli, vice-capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, guida la battaglia contro la costruzione della maxi-moschea a Torino, definendola in una intervista a Il Tempo "uno schiaffo della sinistra ai torinesi".
Il dito è puntato contro il sindaco Stefano Lo Russo, esponente del Pd: "Dovrebbe occuparsi di ristabilire l'ordine negli stabili in cui i torinesi, soprattutto anziani, sono segregati o di far chiudere i minimarket della vergogna, prima di sognare di tagliare l'ennesimo nastro, all'ombra di un minareto".
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"Mentre il campo largo a trazione Pd-M5s spalanca le porte all'islamizzazione - con Giuseppe Conte che detta la..."Chi ha controllato la provenienza dei finanziamenti e la legittimità delle somme che dal Marocco arriverebbero in Italia per la moschea che Lo Russo vuole per Torino? - incalza sempre la Montaruli l'amministrazione dem in una ulteriore nota - Senza risposta a questa richiesta di trasparenza, l'iniziativa del Comune è al di fuori di ogni criterio ammissibile, addirittura fuori dai paletti imposti dal patto che il governo di centrosinistra siglò quando ministro era Minniti, mentre manca del tutto un'intesa legata alla confessione islamica, senza la quale, a nostro giudizio, non può esserci alcuna garanzia e alcuna moschea".
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"Sono assolutamente d'accordo sul divieto di andare a scuola con il volto coperto. Per la verità sarei a..."Autorizzare quel luogo limitandosi a guardare la destinazione d'uso e la concessione del suolo pubblico è irresponsabile - aggiunge la deputata meloniana -. La costruzione di un luogo di culto non può esaurirsi in un problema di urbanistica e ogni questione amministrativa non può essere un lasciapassare alla costruzione di un minareto". "Prima di pensare a costruire una moschea e continuare il processo di islamizzazione delle nostre periferie - conclude Montaruli nella nota - un sindaco avrebbe dovuto occuparsi di quei diritti che troppo spesso sono stati calpestati senza che nessuno, nemmeno la CII, abbia battuto ciglio, come la segregazione di donne a pochi metri da dove si vorrebbe costruire la moschea".




