La Procura di Padova ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla Camera arbitrale islamica italiana, costituitasi nella città veneta su iniziativa dell’avvocato Omar Vanin. Al momento nel fascicolo non ci sono né indagati né ipotesi di reato, ma le indagini per verificare la regolarità di quanto sta accadendo sono partite. «Svolgeremo come sempre i compiti che la legge ci affida, svolgendo i doverosi accertamenti», ha spiegato il procuratore Angelantonio Racanelli. Un’iniziativa che ha raccolto il placet anche del ministro della Giustizia, Carlo Nordio: «Ho piena fiducia nella magistratura padovana che svolgerà le indagini dovute».
In attesa di capire a cosa porteranno gli accertamenti, non si placa la tempesta politica che, con la sola eccezione di Italia Viva, ha visto la sinistra tenere un atteggiamento di timida accondiscendenza con l’iniziativa padovana. Anzi. La capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, ha spiegato che «non è estraneo alle nostre pratiche giuridiche ricorrere a sedi esterne ai tribunali per dirimere controversie. Non credo dunque che vadano represse iniziative come quelle del centro islamico di Padova».
Padova, nasce il tribunale islamico: "Si decide secondo i principi immutabili della Sharia"
Nasce a Padova un tribunale islamico rispettoso della Sharia. A sollevare il caso è l'avvocato Francesco Minu...Poi, forse sfiorata da un dubbio, chiosa: «Non va sottovalutata la possibilità di produrre vincoli restrittivi nella risoluzione dei conflitti, soprattutto nei riguardi delle donne», spiegando che «non conosciamo le fonti giuridiche alle quali si ispira questa esperienza padovana». Anche il Pd è piuttosto timido sulla questione: dal livello nazionale nessuno degli esponenti di spicco ha spiccicato parola. Solo l’assessore padovano, Diego Bonavina, è intervenuto per dire che non si può «fare un processo alle intenzioni». E spiega: «Se quella è una camera arbitrale costituita secondo il codice di procedura civile, c’è poco da fare. Se invece vengono trattate questioni uomo-donna in cui lei soccombe in quanto donna, è pacifico che bisogna prendere contromisure».
Dichiarazioni che, però, non tengono conto di un elemento evidente: qualsiasi arbitrato fatto sul territorio italiano deve afferire solo ed esclusivamente al diritto italiano, mentre il sito della camera arbitrale islamica fa riferimento alla legge della Sharia che - almeno per ora - non compare nel codice civile o penale italiano.
A rendere ancora più grottesca la timidezza della sinistra a prendere una posizione netta in questa vicenda, è arrivata la ferma condanna dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii): «Prendiamo e distanze dal cosiddetto tribunale islamico che si propone di risolvere controversie civile e commerciali in conformità alla legge della Sharia. La giustizia è una: quella italiana».
La Sharia è già in Italia: a Padova apre i battenti il primo tribunale islamico
Prima ancora che sia raggiunta la chimerica intesa fra l’islam e la Repubblica italiana, i musulmani si sono gi&ag...Di tutt’altro tenore le reazioni nel centrodestra. Matteo Salvini ha fatto sapere che la prossima settimana «sarò a Padova per fermare questa follia». L’europarlamentare del Carroccio, Anna Maria Cisint ha presentato un altro esposto e ha chiesto «la radiazione dell’avvocato Vanin dall’Albo degli avvocati e dai registri degli arbitri. È inaccettabile che in Italia si applichi la Sharia al posto delle nostre leggi». Il capogruppo alla Camera di Fdi, Galeazzo Bignami propone di «espellere chi si rivolgerà alla camera arbitrale islamica, perché mette la Sharia davanti alla legge italiana». Per Noi Moderati è Mariastella Gelmini annuncia di aver presentato «un’interrogazione ai ministri Nordio e Piantedosi. È inaccettabile che nel nostro Paese ci sia un ente che dirime le controversie civili tra musulmani applicando la Sharia».
L'Islam non può sostituirsi alla Costituzione
C’è una linea rossa che non può essere superata nella nostra convivenza civile. È il confine ...In serata l’avvocato Vanin, in una nota, ha provato a spiegare che «la camera arbitrale islamica non è un tribunale. Svolgiamo attività di arbitrato in ambito commerciale e patrimoniale. Lo facciamo per offrire uno strumento a imprese e persone che per cultura e orientamento religioso scelgono di seguire alcuni principi dell’islam in materia commerciale». Registriamo, ma resta da capire come i principi islamici possano sposarsi con la nostra legge.




