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Questo Calabresi fa rimpiangere perfino Pisapia

Undici anni fa, il primo maggio 2015, quando i No Expo devastarono Milano per contestare l’inaugurazione dell’Esposizione universale, un sindaco di sinistra di nome Giuliano Pisapia decise di recidere ogni legame tra la sua area politica e il movimento antagonista
di Massimo Costamartedì 20 ottobre 2026
Questo Calabresi fa rimpiangere perfino Pisapia

2' di lettura

Undici anni fa, il primo maggio 2015, quando i No Expo devastarono Milano per contestare l’inaugurazione dell’Esposizione universale, un sindaco di sinistra di nome Giuliano Pisapia decise di recidere ogni legame tra la sua area politica e il movimento antagonista. Convocò una manifestazione il 3 maggio per ripulire la città e sfilò per le vie del centro contro quella galassia di collettivi - anarchici, centri sociali, professionisti dei cortei - che pure lo aveva sostenuto nella campagna delle comunali 2011.

L’altra sera, con il centro di Milano in fiamme e i poliziotti che si stavano ancora ripulendo il volto dal sangue, il candidato sindaco della sinistra Mario Calabresi pontificava così su La7: «Quello che è successo è molto grave e va condannato, però bisogna essere chiari: quello che è avvenuto oggi in piazza del Duomo non ha nulla a che fare con quanto avvenuto prima durante la manifestazione». Poi, la frase choc che ha causato l’indignazione virale sul web: «Bisogna chiedere alle forze dell’ordine di distinguere con chiarezza nella loro azione quelli che sono i manifestanti pacifici da quelli che sono i violenti». Lo stesso concetto, don Mario Calabresi, lo ha ripetuto anche in un’intervista a Repubblica: i poliziotti dovrebbero distinguere tra buoni e cattivi. È forse la vetta peggiore del triste campionario del “condanniamo, ma...” con cui gli aspiranti sindaci di sinistra (da Pierfrancesco Majorino al comunista Lorenzo Pacini) fanno a gara nelle dichiarazioni post -guerriglia. Da chi vuole guidare Milano ci si aspetta una condanna senza se e senza ma. Poi, tracciata una riga, si può discutere di come garantire la sicurezza dei cittadini e del carovita di una città che la stessa sinistra governa da 15 anni. Ci tocca rimpiangere Pisapia, chi l’avrebbe mai detto.