"Allora, non sono 'Alice nel paese delle meraviglie', altrimenti non avrei potuto fare per 40 anni il magistrato. In questa fase della mia vita, nella quale mi sto occupando di politica, ho capito che la parola 'sovranismo' viene usata principalmente come slogan elettorale. E poiché non voglio contribuire a diffondere false illusioni, ho cercato nuove opportunità per contribuire alla rinascita di una democrazia liberale". In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Simonetta Matone motiva la sua scelta di lasciare la Lega per passare a Forza Italia.
"Ho firmato per la candidatura di Salvini. Poi seguendo, come mi è stato possibile da remoto, il dibattito congressuale ho avuto conferma delle mie perplessità. Il problema non è parlare con Salvini, ma essere almeno coinvolta nelle scelte sui temi di mia competenza". Secondo l'ex magistrato, la Lega è tornata a essere un partito nordista "ma non sarebbe una buona scelta per gli elettori rimasti nel Centro e nel Sud d’Italia".
Infine, il capitolo sullo stop all'invio delle armi in Ucraina. "Anche su questo argomento, e non certo da oggi, non sono d’ accordo. Seguo la politica del governo, e basta. La politica estera la decidono il ministro degli Esteri e la presidente del Consiglio".




