A Genova, a circa due settimane dall’annuncio ufficiale, si sussurra che la sindaca Silvia Salis potrebbe regalare alla sua città per il Concertone di Capodanno lo show di un vero big della canzone italiana.
In queste ore, tra quelli solitamente ben informati, circola il nome di Max Pezzali, e la società che lo porterebbe in Liguria (il contratto se non è già stato firmato lo sarà nelle prossime ore), sempre secondo i rumors, potrebbe essere la Ops di Alessandro Orlando e Nicolò Sasso, gli agenti che controllano anche la Rst events che l’anno scorso ha organizzato il concerto dei Pinguini tattici nucleari, dopo aver vinto una gara che, recentemente, il Consiglio di Stato ha bollato come irregolare in via definitiva. Pezzali, che a ridosso dell’evento di fine anno inizierà il suo tour nei palazzetti (a Milano farà otto date tra il 22 dicembre e il 4 gennaio), mentre Sky ha lanciato la seconda stagione della serie tv dedicata agli 883, è un nome che certamente attirerebbe migliaia di appassionati e che offrirebbe alla Salis una ribalta scintillante come quelle garantite dai Pinguini e da due dj-set di successo. Nel 2025, a San Silvestro, Pezzali ha radunato a Sassari circa 30mila persone, le stesse previste a Genova.
In base al bando di gara all’artista toccherebbe un cachet di 420.000 euro più Iva (l’indicazione di tale cifra nasconde un accordo già raggiunto?).
Intanto la società ingiustamente esclusa nel 2025, la Duemilagrandieventi, la cui proposta di ribasso avrebbe consentito al Comune di risparmiare 50mila euro, sta trattando con il Comune per ottenere, oltre ai 63mila euro di mancato guadagno, un risarcimento per il danno di immagine. Un aggravio dei costi per le casse comunali che si aggiunge alla spesa di quasi 1,2 milioni già contabilizzata.
Costi che il vicesindaco Alessandro Terrile, ieri, in un Consiglio comunale frizzantino, ha giurato che saranno coperti dalle assicurazioni. Nel 2025 la commissione escluse la Duemilagrandieventi sostenendo che la società non avesse presentato nella fase preliminare l’accordo scritto con gli artisti proposti (cosa che non aveva neanche la Rst), un requisito che, però, non era previsto dal disciplinare di gara.
Per questo Terrile ha puntualizzato che, per evitare ulteriori pasticci, quest’anno è stato «precisato» nel regolamento che chi partecipa alla gara «dovrà produrre il contratto debitamente sottoscritto con il soggetto legittimato a rappresentare ciascun artista».
IMBARAZZO IN CONSIGLIO
Il vicesindaco, nella sua breve risposta, non ha replicato nel dettaglio alle puntute osservazioni di quattro consigliere comunali, ma ha preferito elencare alcuni dettagli tecnici, come la riduzione a 10 punti del valore dell’offerta economica (lo sconto sul costo dell’evento), rispetto a quella tecnica. Una correzione che, però, secondo Ilaria Cavo, capogruppo in Comune di Noi moderati, lascerebbe mani libere a chi dovrà scegliere il vincitore: «Date piena discrezionalità alla prossima commissione aggiudicatrice» ha denunciato. E sui social ha aggiunto: «Altro cortocircuito: si dà grande peso alla commissione nel giorno in cui si dice che a sbagliare è stata proprio la commissione». La Cavo ha anche calcolato che gli errori del 2025 dovrebbero «pesare sulle tasche dei genovesi» per almeno 150mila euro.
L’ex consigliera più votata di Genova ha definito la scelta della Salis di far rispondere il vicesindaco alle interrogazioni «una tattica nucleare», come i Pinguini. Quindi ha ricordato che nel nuovo bando vengono richieste competenze tecniche per concerti da 6mila persone mentre l’evento ne richiamerà almeno 30mila. Una mossa che tutti i consiglieri del centro-destra hanno contestato in un comunicato: «Questa giunta sa solo fare concerti di piazza. Almeno li faccia rispettando le regole».
Concertopoli a Genova: i giudici bocciano il metodo Salis. E ora toccherà sborsare...
La narrazione, come si usa dire adesso, che accompagna la scalata di Silvia Salis ai vertici della politica nazionale (c...La consigliera Anna Orlando, della lista civica Vince Genova, dopo avere ascoltato Terrile accusare la Regione di avere interrotto i finanziamenti per il Capodanno genovese, ha parlato di «arrampicata sugli specchi»: «Io ricordo, ma se lo ricordano tutti, quanto gli eventi, i famosi grandi eventi, siano stati oggetto di critiche feroci da parte di chi attualmente governa». L’ex assessore Alessandra Bianchi, capogruppo di Fdi, ha accusato la giunta di «assenza totale di trasparenza»: «Avete revocato l’aggiudicazione (alla Duemilagrandieventi, ndr) sulla base di un requisito che non aveva neanche il secondo. Come si fa a non pensare che ci sia dell’altro oltre al mero errore tecnico?» ha scandito in aula. La leghista Paola Bordilli si è rivolta ironicamente a Terrile, costretto a difendere l’indifendibile in aula, mentre la sindaca era in viaggio per andare ospite a Di Martedì: «Povero vicesindaco, povero Pd chiamato a rispondere dei danni che fanno altri. Non mi doveva rispondere lei, mi doveva rispondere chi ha questa delega, cioè il sindaco Salis, che quando ci sono problemi come questo non è mai presente».
La Concertopoli della Salis non è finita
Concertopoli atto secondo. Non si preannuncia per nulla semplice l’assegnazione dell’organizzazione del Capo...La Bordilli ha anche domandato per l’ennesima volta se, l’anno scorso, la sindaca abbia incontrato i vincitori prima della decisione della commissione. Infine, insieme con i colleghi del centro-destra, ha avvertito la maggioranza: «Monitoreremo sperando di non doverci trovare ad annunciare le prossime star prima della chiusura della gara». Proprio come accadde l’anno scorso con i Pinguini tattici nucleari. E, forse, quest’anno con Max Pezzali. Ma, se anche si dovesse realizzare il vaticinio, Terrile, siamo certi, risponderà come gli 883: «Chi sia stato non si sa, forse quelli della mala o la pubblicità».




