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Youssef Siher, il delirio di Ilaria Salis: "Capo? No, capro. Non abbassiamo la testa"

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martedì 27 ottobre 2026
Youssef Siher, il delirio di Ilaria Salis: "Capo? No, capro. Non abbassiamo la testa"

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Ci mancava solo l'ennesimo post delirante di Ilaria Salis su Youssef Siher. "Solidarietà a Youssef Siher. La repressione del Governo, che finalmente sta incontrando una tempesta di proteste, sta raggiungendo livelli inediti e inauditi. Siher è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fattispecie introdotta con l’ultimo decreto sicurezza. Senza alcuno scrupolo garantista né il minimo rispetto per la presunzione d’innocenza, è stato dipinto a reti quasi unificate come la 'mente' del 17 ottobre e sottoposto a una gogna mediatica dai toni fortemente razzisti e islamofobi, che il Governo ha scatenato e cavalca compiaciuto".

"In realtà, lungi dall’essere il 'capo' di un movimento (accusa ridicola: come abbiamo visto anche sabato scorso, i giovani non hanno bisogno di capi per scendere in piazza), Siher sembra piuttosto incarnare soltanto il capro espiatorio ideale - ha proseguito Salis -. Italiano di seconda generazione, razzializzato, di fede musulmana, militante politico, lavoratore precario. Esattamente il bersaglio di cui la propaganda governativa aveva bisogno per delegittimare le proteste e scoraggiare la partecipazione popolare".

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E infine: "La logica del panico morale e del diritto penale del nemico è ormai pienamente dispiegata nell’Italia meloniana. Una deriva autoritaria che riguarda tutti noi, perché mette in discussione i diritti e le libertà fondamentali di ciascuno. Non occorre condividere le idee di Siher – e alcune delle sue posizioni infatti non le condivido – per riconoscere la gravità di un simile episodio repressivo e denunciare quanto sta accadendo. Non abbassiamo la testa".