Ci mancava solo l'ennesimo post delirante di Ilaria Salis su Youssef Siher. "Solidarietà a Youssef Siher. La repressione del Governo, che finalmente sta incontrando una tempesta di proteste, sta raggiungendo livelli inediti e inauditi. Siher è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fattispecie introdotta con l’ultimo decreto sicurezza. Senza alcuno scrupolo garantista né il minimo rispetto per la presunzione d’innocenza, è stato dipinto a reti quasi unificate come la 'mente' del 17 ottobre e sottoposto a una gogna mediatica dai toni fortemente razzisti e islamofobi, che il Governo ha scatenato e cavalca compiaciuto".
"In realtà, lungi dall’essere il 'capo' di un movimento (accusa ridicola: come abbiamo visto anche sabato scorso, i giovani non hanno bisogno di capi per scendere in piazza), Siher sembra piuttosto incarnare soltanto il capro espiatorio ideale - ha proseguito Salis -. Italiano di seconda generazione, razzializzato, di fede musulmana, militante politico, lavoratore precario. Esattamente il bersaglio di cui la propaganda governativa aveva bisogno per delegittimare le proteste e scoraggiare la partecipazione popolare".
Siher, Caporale senza vergogna: "Impiccato sull'albero della colpa", come lo smonta Parenzo
Antonello Caporale è il primo del Fatto Quotidiano a metterci la faccia dopo il fermo di Youseff Siher, il 30enne...E infine: "La logica del panico morale e del diritto penale del nemico è ormai pienamente dispiegata nell’Italia meloniana. Una deriva autoritaria che riguarda tutti noi, perché mette in discussione i diritti e le libertà fondamentali di ciascuno. Non occorre condividere le idee di Siher – e alcune delle sue posizioni infatti non le condivido – per riconoscere la gravità di un simile episodio repressivo e denunciare quanto sta accadendo. Non abbassiamo la testa".
Solidarietà a Youssef Siher. La repressione del Governo, che finalmente sta incontrando una tempesta di proteste, sta raggiungendo livelli inediti e inauditi. Siher è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fattispecie introdotta con l’ultimo decreto sicurezza. Senza alcuno scrupolo garantista né il minimo rispetto per la presunzione d’innocenza, è stato dipinto a reti quasi unificate come la “mente” del 17 ottobre e sottoposto a una gogna mediatica dai toni fortemente razzisti e islamofobi, che il Governo ha scatenato e cavalca compiaciuto. In realtà, lungi dall’essere il “capo” di un movimento (accusa ridicola: come abbiamo visto anche sabato scorso, i giovani non hanno bisogno di capi per scendere in piazza), Siher sembra piuttosto incarnare soltanto il capro espiatorio ideale. Italiano di seconda generazione, razzializzato, di fede musulmana, militante politico, lavoratore precario. Esattamente il bersaglio di cui la propaganda governativa aveva bisogno per delegittimare le proteste e scoraggiare la partecipazione popolare. La logica del panico morale e del diritto penale del nemico è ormai pienamente dispiegata nell’Italia meloniana. Una deriva autoritaria che riguarda tutti noi, perché mette in discussione i diritti e le libertà fondamentali di ciascuno. Non occorre condividere le idee di Siher – e alcune delle sue posizioni infatti non le condivido – per riconoscere la gravità di un simile episodio repressivo e denunciare quanto sta accadendo. Non abbassiamo la testa.
— Ilaria Salis (@SalisIlaria) October 27, 2026




