È scontro politico dopo la tragedia del Chinook dell'Esercito italiano precipitato in Bosnia, costata la vita a quattro militari. A far esplodere la polemica sono state le dichiarazioni degli esponenti del Movimento 5 Stelle Arnaldo Lomuti e Bruno Marton, che hanno chiesto di fare piena luce sulle cause dell'incidente, sollevando dubbi anche sulla manutenzione del velivolo.
Durissima la reazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha respinto le insinuazioni e attaccato direttamente i Cinque Stelle, definendo il loro intervento "un esempio indegno di fare politica". Il ministro ha inoltre precisato che "la manutenzione di quei mezzi è superiore a quella di qualunque mezzo civile".
Alle parole di Crosetto si sono aggiunte quelle di altri esponenti della maggioranza. La sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti ha parlato di "un atto di sciacallaggio", mentre Giorgio Mulè, di Forza Italia, ha definito le dichiarazioni del M5S "un atto vile".
Intanto proseguono le indagini per ricostruire le cause dello schianto. Le immagini degli ultimi 22 secondi di volo mostrano l'elicottero girare su sé stesso prima di precipitare. Tra le ipotesi al vaglio degli esperti c'è un possibile malfunzionamento dei sistemi di controllo, in particolare della pedaliera e dei comandi elettronici. Non si escludono, tuttavia, altre cause.
Crosetto, volato in Bosnia per visitare gli undici militari feriti, ha commentato: "È un miracolo che si siano salvati". Nove feriti stanno abbastanza bene, mentre altri due presentano condizioni più serie. Le autorità stanno lavorando per riportare tutti in Italia.




