Scatta puntuale la caccia ai trumpiani d’Italia, categoria in cui rientra anche chi ha sempre detto di voler valutare senza pregiudizio un Presidente Usa che ha vinto e sta governando con luci e ombre. Perché se non ti unisci alla cagnara isterica dell’insulto aprioristico collettivo, sei complice. Allora, facciamola facile: premesso che con Kamala Harris candidata, fossi io stato americano piuttosto avrei votato anche un passante, se Trump sostiene che esistano due sessi (uomo e donna) anziché sei, come sostiene Talarico, io do ragione a Trump. Se taglia le tasse e i mercati raggiungono il record di sempre, o se difende la libertà delle imprese americane di assumere il più bravo, e non il meno bravo ma più nero, più musulmano, o più gay, io sono con Trump. Se vuole la fine di accordi suicidi col clima, io sono con Trump. Se sostiene che gli ayatollah mai debbano avere un’atomica, sono con Trump.
E anche Hillary Clinton è con noi, visto che nel 2016 prometteva bombardamenti nel caso l’Iran vi si fosse avvicinato. Se viceversa insegui il tuo mito, dimentichi Reagan, apri un fronte con Teheran senza strategia, causi un rincaro energetico, se scegli dei candidati rottame che rendono sexy anche avversari scarsi, o fai una politica caotica e una comunicazione contraddittoria che manco spiega le tue ragioni, ti critico. E considero un’eventualità positiva che i democratici abbiano guadagnato (con merito, perché hanno scelto candidati migliori) la maggioranza al Congresso. Col bilancio, potranno incidere sull’intensità delle politiche di Trump; sul quantum, più che sull’an. E chissà che Trump, costretto a una collaborazione con la parte migliore di loro, possa moderarsi e dunque fare cose meno istintive, guadagnandone in statura. Bisogna vedere però quale partito democratico si andrà affermando: se quello degli Ossoff, brillante e moderato pro business, o degli El Sayed, Mamdani e Ocasio.
In questo secondo caso, a Trump basterà proseguire a colpi di ordini esecutivi, e far partire candidature come quella di Rubio o Desantis per lasciare la Casa Bianca ai repubblicani, uscendone da eroe.
Una preghiera alla sinistra italiana, non si sa perché in festa da due giorni: non fate quelli che fanno i pendolari col Michigan. Tanto più se non avete mai superato il vallo di Capalbio. Non cambierà molto, e non avete vinto voi, né gente come voi. Andate da Ossoff, Talarico o Pritzker a proporre il reddito di cittadinanza, magari anche per i migranti climatici, o i livelli di tassazione che avete in mente per l’Italia. Accomodatevi. Vi spernacchiano. Voi a oggi potete puntare solo i socialisti alla Mamdani o El Sayed, intrisi di quel terzomondismo anticapitalista sciatto e ridicolo che gli fa ringraziare gli elettori dicendo: «Ahlamduilillah» anziché God bless America, come faceva Bill Clinton. Lui sì, un grande Presidente dem. Per niente pro Pal, infatti.




