Le veline no, gli “emo” sì: Fare Futuro sdogana i giovani dark e gothic che da qualche tempo si danno appuntamento anche nelle strade italiane. Si riconosco dallo stile inconfondibile che si portano dietro: ciuffo di lato a coprire gli occhi, occhi truccati di nero, magri da morire e bianchi da far paura. Mezzi cadaverici, molto vampiri. Non sono particolarmente amati dagli altri teen ager, spesso vengono presi in giro dai coetanei che invece seguono ben altre mode. Una volta c’erano i nerd, gli sfigati bravi di fronte ad un computer o immersi nel mondo dei fumetti da papparsi tutti d’un fiato. Ora ci sono gli emo e se ne sono accorti anche a destra, al punto che li hanno sdoganati. Il successo di "Twilight" - Succede infatti che Domenico Naso firmi un’analisi sul magazine on line della fondazione di Gianfranco Fini, prendendo come spunto il successo letterario di “Twilight”, il romanzo di Stephenie Meyer, la cui versione cinematografica ha avuto altrettanto successo. In attesa dei sequel, Naso ricorda come la Meyer in Italia sia stata definita dai critici “la Moccia americana”. Gli emo saranno pure dei quindicenni esclusi, ma lo fanno con stile, si legge nel titolo. Tutto merito di Bella, la protagonista di “Twilight”, una figura che si avvicina moltissimo a quella di una emo: “La storia di Bella è la catarsi dell’emo attraverso qualcosa che all’apparenza è più oscuro di lei (il vampiro). È il fondo del barile che si raschia fino a quando è possibile solo la risalita”. Potrebbe essere in questa chiave di lettura il successo dei libri della Meyer, capace di regalare “a un’intera generazione”, quella che fa fatica a comunicare con il mondo esterno e si rifugia nelle community on-line, una speranza. “Tre anni fa – ricorda Naso – fece scalpore, ad esempio, il caso di un ragazzo emo che aveva annunciato su MySpace il proprio suicidio”. Da allora i mezzi di informazione hanno inaugurato capitoli interi dedicati agli emo, senza però offrire una soluzione al loro disagio. Tranquilli, ci ha pensato Bella, la emo innamorata di un vampiro.




