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SOCIETÀ ITALIANA DI GERIATRIA OSPEDALE E TERRITORIO (SIGOT)

Infezioni polmonari e cuore:
un rapporto molto pericoloso

I soggetti anziani rischiano molto quando contraggono bronchiti e polmoniti: bisogna cercare di prevenirle con i vaccini, ma anche ponendo un freno allo sviluppo di superbatteri. Il commento di Filippo Fimognari, presidente Sigot

16 Marzo 2019

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Filippo Fimognari

Filippo Fimognari

Si è appena concluso a Roma il 14° Congresso di Cardiogeriatria, evento organizzato dalla Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot), e presieduto da Francesco Vetta e Lorenzo Palleschi. Un appuntamento rivolto a specialisti e professionisti che condividono l’interesse per la prevenzione, la cura, il trattamento della persona anziana con patologie cardiovascolari al fine di garantire un invecchiamento sempre più attivo ed in salute. Tra gli argomenti affrontati, quello delle infezioni polmonari sembrerebbe quasi un off topic, eppure tali condizioni hanno un’influenza rilevante sulla salute cardiaca degli anziani.

Infezioni polmonari. Le infezioni polmonari nel soggetto anziano si suddividono in due grandi famiglie: quelle bronchiali, che coinvolgono i bronchi, e le polmoniti, riguardanti il tessuto polmonare. Bronchiti e polmoniti compaiono tra le principali cause di ricovero negli anziani fragili, e colpiscono anche soggetti che non erano mai stati affetti da patologie respiratorie. Tali condizioni provocano conseguenze, in primis l’insufficienza respiratoria, che consiste in un abbassamento della quantità di ossigeno nel sangue arterioso, patologia che richiede l'uso dell'ossigenoterapia o della respirazione meccanica. Ma possono provocare anche gli scompensi cardiaci e, a volte, la morte.

Prevenzione e vaccini. Ridurre il rischio di incorrere in bronchiti e polmoniti è possibile, grazie all'uso di due vaccini. Quelli consigliati, particolarmente indicati nei pazienti anziani che presentano comorbidità e quindi maggiormente esposti a queste infezioni polmonari, sono quelli di tipo anti-influenzale, che agisce sul virus, e quello antipneumococcico, che combatte il batterio pneumococco, che induce spesso polmoniti contratte in comunità, quindi fuori dalle strutture ospedaliere. 

Il commento dell’esperto.  "Seppur sembri poco importante, il vaccino influenzale non va assolutamente trascurato - dichiara Filippo Fimognari, direttore di geriatria, azienda ospedaliera di Cosenza e presidente Sigot - perché l'influenza può innescare complicanze e debolezze che possono provocare conseguenze ben più gravi del semplice stato febbrile. Ovviamente tali vaccini non garantiscono una copertura totale, perché esistono tante altre possibilità di contrarre tali malattie. Soprattutto a causa dei germi multiresistenti, che determinano infezioni più o meno gravi che attaccano vari organi, e che resistono a molti degli antibiotici comunemente usati. Quello della multiresistenza - prosegue Fimognari - è un problema gravissimo, ed è causato da un abuso di antibiotici, sia per colpa dei pazienti che dei medici. I germi, quindi, sono stati protagonisti di una selezione naturale, per cui, quelli rimasti, sono quelli che sono riusciti ad adeguarsi alle varie situazioni. Sono necessarie, in questi casi, politiche ad hoc per contrastare tale fenomeno, che diventa sempre più urgente. A condizionare la salute esterna, ovviamente, ci sono anche altri fattori, dal riscaldamento degli ambienti alla pulizia e salubrità degli stessi. Però a pesare maggiormente è il quadro clinico del paziente". (MATILDE SCUDERI)

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