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Asma grave, Commissione europea
approva trattamento con dupilumab

È l’unico farmaco biologico approvato nell’Unione Europea per l'asma grave con infiammazione di tipo 2, caratterizzata da livelli aumentati di eosinofili nel sangue e di ossido nitrico esalato, per adulti e adolescenti dai 12 anni

16 Maggio 2019

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Asma grave, Commissione europeaapprova trattamento con dupilumab

Approvato il primo farmaco biologico nell’Unione Europea per il trattamento di pazienti adulti e adolescenti a partire dai 12 anni come trattamento aggiuntivo di mantenimento nell’asma grave con infiammazione di tipo 2, caratterizzata da livelli aumentati di eosinofili nel sangue e di ossido nitrico esalato (FeNO) non adeguatamente controllato con un dosaggio elevato di un corticosteroide inalatorio in aggiunta a un altro farmaco per il trattamento di mantenimento. Si tratta del dupilumab, un anticorpo monoclonale umano progettato per inibire l’attività dell’interleuchina-4 (IL-4) e dell’interleuchina-13 (IL-13), le due citochine che svolgono un ruolo chiave nell’infiammazione di tipo 2. Negli studi clinici, è emerso che il farmaco approvato dalla Commissione europea ha migliorato la funzionalità polmonare e la qualità di vita, riducendo le riacutizzazioni gravi e il ricorso a corticosteroidi orali.

"Le persone con asma grave, non adeguatamente controllata con la terapia standard, hanno continui problemi a respirare e soffrono di riacutizzazioni potenzialmente fatali. Questo peso quotidiano e l’imprevedibilità della malattia possono ridurre in modo significativo la qualità di vita, determinando la perdita di giornate di scuola o di lavoro, e di attività sociali - dichiara Tonya Winders, presidente della Global allergy and asthma patient platform (Gaapp) - Gaapp ritiene che sia importante avere a disposizione nuovi trattamenti come dupilumab, progettati per aiutare chi convive con l’asma grave a controllare i sintomi e a continuare la propria vita”. Nonostante lo standard di trattamento, le persone con asma grave hanno spesso sintomi non controllati e persistenti, che potrebbero renderli candidabili al trattamento con una terapia biologica. Questi pazienti convivono con tosse, respiro sibilante e difficoltà respiratorie e sono a rischio di gravi attacchi di asma che possono portare a visite in pronto soccorso o ricoveri. Oltre al trattamento di mantenimento con corticosteroidi per inalazione, i pazienti con asma grave spesso si affidano ai corticosteroidi orali quando i loro sintomi peggiorano. Nonostante i corticosteroidi orali possano portare sollievo sulla sintomatologia, le linee guida attuali suggeriscono di limitarne l’utilizzo cronico solo ai pazienti più gravi, a causa dei potenziali effetti collaterali gravi.

"L'infiammazione di tipo 2 è responsabile di molti dei sintomi caratteristici dell'asma e dupilumab è il primo e unico trattamento approvato nell'Unione Europea per i pazienti con asma grave che ha come target più mediatori dell’infiammazione di tipo 2 - afferma George D. Yancopoulos, presidente e chief scientific officer di Regeneron - Dopo l’approvazione di dupilumab nell'asma e nella dermatite atopica, continuiamo a studiare questo innovativo farmaco nel trattamento di queste patologie in popolazioni più giovani, così come in altre malattie determinate da un’infiammazione di tipo 2, inclusa la rinosinusite cronica con poliposi nasale e le allergie alimentari e ambientali". Giorgio Walter Canonica, direttore del Centro medicina personalizzata: asma e allergologia Humanitas research hospital ha spiegato il meccanismo d’azione del farmaco: “Dupilumab agisce bloccando la catena alfa del recettore dell’IL-4 che è comune anche all’IL-13 e quindi, con un solo meccanismo, inibisce le vie mediate da entrambe le citochine. Questo è il meccanismo d’azione che sicuramente ha la capacità di bloccare proprio l’infiammazione di tipo 2. La stessa infiammazione di tipo 2 sottende ad altre patologie come dermatite atopica, per la quale dupilumab è già stato approvato ed è disponibile in Italia, e la rinosinusite cronica con poliposi nasale”.

L’azione di dupilumab comporta la diminuzione dei biomarker tipici dell’infiammazione di tipo 2, inclusi i livelli di ossido nitrico esalato, di immunoglobulina E (Ige) e di eotassina-3 (Ccl26). "Questa approvazione segna un momento importante per adolescenti e adulti nell'Unione Europea che soffrono di asma grave con infiammazione di tipo 2", conclude John Reed, responsabile della Ricerca e rviluppo di Sanofi. "Negli studi clinici, dupilumab non solo ha ridotto le riacutizzazioni e l'uso di corticosteroidi orali, ma ha anche migliorato la funzionalità polmonare e la qualità di vita dei pazienti. Dupilumab offre una nuova opzione di trattamento per tutti coloro che presentano una patologia non adeguatamente controllata con i farmaci attuali, compresi i pazienti dipendenti dai corticosteroidi orali, che possono avere effetti collaterali potenzialmente gravi se usati per lunghi periodi".

L'approvazione europea si basa sui dati clinici di 2.888 pazienti adulti e adolescenti che hanno preso parte ai tre studi registrativi del programma di sviluppo clinico Liberty asthma, inclusi gli studi di fase 3 Quest e Venture e uno studio di Fase 2b. Lo studio Quest ha valutato se l'aggiunta di dupilumab alla terapia standard potesse ridurre le riacutizzazioni gravi e migliorare la funzionalità polmonare (misurata dal FEV1). Lo studio Venture ha valutato se l'aggiunta di dupilumab alla terapia standard potesse ridurre l’uso di corticosteroidi orali di mantenimento. Lo studio di Fase 2b ha arruolato pazienti adulti con asma da moderata a grave e ha valutato se l'aggiunta di dupilumab alla terapia standard potesse migliorare la funzionalità polmonare. In questi studi clinici dupilumab ha: ridotto le riacutizzazioni gravi (studio QUEST e studio di Fase 2b); ha migliorato la funzionalità polmonare (studio QUEST e studio di Fase 2b); ha ridotto il consumo di corticosteroidi orali (studio VENTURE); sicurezza: negli studi clinici sull'asma, la reazione avversa più comune è stata una reazione nel punto di iniezione (arrossamento). Una reazione anafilattica è stata riportata molto raramente nel programma di sviluppo dell'asma.Tutti gli studi clinici hanno arruolato pazienti indipendentemente dai livelli di biomarcatori infiammatori di tipo 2 al basale, come i livelli di eosinofili o di Feno. Le linee guida della Global Initiative for Asthma (Gina), aggiornate di recente, definiscono l'infiammazione di tipo 2 nell’asma con la presenza di eosinofili ≥150 cellule / microlitro e/o di FeNO ≥20 parti per miliardo. (ANNA CAPASSO)

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