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FLAVOUR ART

I vari prodotti per le e-cig
settore emergente di illeciti

Quello che preoccupa sono i rischi per la salute per gli eventuali sprovveduti consumatori che acquistano prodotti che possono essere contaminati da sostanze pericolose e provocare intossicazioni anche gravi

14 Agosto 2019

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I vari prodotti per le e-cigsettore emergente di illeciti

Diciassettemila flaconi e oltre 700 litri di liquidi per la sigaretta elettronica appena sequestrati ad Agnano dalle Fiamme Gialle in un laboratorio clandestino, bottiglie di nicotina prelevati dai Nas di Catanzaro destinate alla distribuzione al pubblico in Calabria dopo aver miscelato gli aromi nel retrobottega di un negozio (attività vietata dalla legge). Mentre a dicembre 2018 è stato scoperto a Napoli un  giro di contrabbando di nicotina e liquidi da svapo provenienti da laboratori cinesi e destinati al mercato europeo. Una goccia in un mare di irregolarità come sottolineato dai Nas che hanno dichiarato che ‘si tratta solo di alcuni prodotti, il totale è ben maggiore’.

“Lo svapo è il settore emergente degli illeciti, e il danno all’erario è un effetto collaterale’ spiega il professor Fabio Beatrice, specialista in Otorinolaringoiatria e direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino che aggiunge:  ‘Quello che ci preoccupa sono i rischi per la salute per gli eventuali sprovveduti consumatori che acquistano prodotti che possono essere contaminati da sostanze pericolose e provocare intossicazioni anche gravi. Quando si parla di sostanze che in qualche modo vengono introdotte nell’organismo la qualità è un elemento irrinunciabile”. Per fortuna il fumatore elettronico è generalmente un consumatore attento e consapevole, così come testimoniato anche da un recente sondaggio online condotto da 445 utilizzatori di e-cig commissionato da Flavour Art, azienda made in Italy per la produzione di aromi e liquidi per la sigaretta elettronica. Il sondaggio è stato somministrato online a uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, svapatori o fumatori duali nel periodo tra il 7 marzo e il. 7 maggio 2019 attraverso Facebook.

Attento a ciò che introduce nell’organismo tramite il proprio dispositivo elettronico, lo svapatore medio è un consumatore consapevole e responsabile: quasi il 50 per cento dei partecipanti non acquista mai liquidi di cui non conosce la provenienza ed è attento alla filiera di produzione e il 20 per cento non deroga a questa regola ‘quasi mai’, rimane però un 30 per cento  (uno su tre) che spesso compra composti per svapare senza fare attenzione all’etichetta e si dimostrano poco attenti al concetto di qualità. Quasi uno su 5 (il 17,66 per cento) invece non è attento alla provenienza e alla qualità dei liquidi che acquista ed è su questi che è necessario lavorare con attività di ‘awareness’ e sensibilizzazione. Liquidi di dubbia provenienza possono infatti porre rischi per la salute e vanificare così una transizione al dispositivo elettronico spesso fatta proprio per diminuire l’esposizione a sostanze tossiche e cancerogene. Fortunatamente la maggior parte degli svapatori - il 51,5 per cento - sceglie i propri liquidi in base alla qualità delle materie prime contenute, il 36 per cento acquista in negozio e/o da aziende certificate e quasi il 30 per cento preferisce imprese italiane.

La scelta di svapare sembra quindi legata a un cambio di vita verso la qualità e la tutela della salute. Anche se il 67 per cento non riesce ad abbandonare i liquidi contenenti nicotina, la sostanza responsabile del meccanismo della dipendenza, il 46 per cento di loro trova divertente e appagante il fai-da-te, creando le proprie miscele a partire da liquidi commerciali. Sempre tra i risultati del sondaggio, il 26 per cento usa liquidi scomposti e il 23 per cento quelli pronti. E’ interessante notare che quasi la metà dei consumatori ‘gioca’ con gli aromi, sperimenta e si diverte nel creare nuovi gusti miscelandoli tra loro alla ricerca di blend unici e personali.

Uno su due, il 51,49 per cento non deroga sulla qualità delle materie prime e il 36,78 per cento ha a cuore che l’azienda produttrice sia certificata. Preferenze pari merito con le due principali modalità di acquisto: in negozio (36,78 per cento) oppure online (36,09 per cento). Bene l’attenzione che quasi uno su tre dichiara di avere al fatto che l’azienda sia Made in Italy, anche se il 28,28 per cento ha come criterio principale di scelta il prezzo basso (che può non essere sinonimo di qualità). Sicurezza e qualità in questo settore sono imperativi categorici anche perché alcuni prodotti secondo i più alti standard di produzione hanno ratei di tossicità ridotti oltre il 95 per cento rispetto al fumo tradizionale. Così come emerso da una ricerca di Trusticert azienda indipendente che dal 2012 studia gli aspetti scientifici e di laboratorio correlati alla sigaretta elettronica con strumentazioni innovative.

E’ proprio il tentativo di diminuire la tossicità e i rischi correlati alla combustione uno dei moventi principali del passaggio ai dispositivi elettronici. ‘Desiderio di smettere di fumare attraverso la transizione verso l’elettronica’ (74.3 per cento) e ‘necessità di diminuire il rischio per motivi di salute’ (19.44 per cento) rappresentano il 95 per cento delle motivazioni riferite. Si tratta quindi di una decisione ispirata da un desiderio di riduzione del rischio o di aiuto per smettere per il milione di utilizzatori (dato ISS). (FABIO FANTONI)

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