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ASSOCIAZIONE ITALIANA OSPEDALITÀ PRIVATA

Il 1° Bilancio sociale aggregato
delle strutture ospedaliere Aiop

Crescita, occupazione di qualità, sviluppo del territorio, tutela dell’ambiente, ricerca e innovazione: il valore per il Sistema Italia generato dalla componente di diritto privato del Servizio sanitario nazionale (Ssn)

27 Novembre 2019

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Barbara Cittadini

Barbara Cittadini

Una grande sostenibilità sociale, una forte sostenibilità economico-finanziaria, una chiara sensibilità ambientale sono gli aspetti che accomunano le imprese sanitarie di diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), che hanno un compito complesso e insostituibile: garantire una risposta puntuale, efficiente, efficace e di qualità alla domanda di salute dei cittadini e, nel garantire una funzione sociale essenziale, non possono prescindere dal rispetto dei vincoli di buona gestione economica e finanziaria. A scattare questa fotografia è il 1° ‘Bilancio sociale aggregato delle strutture ospedaliere associate’, realizzato da BDO Italia S.p.A. per Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), e presentato oggi all’Auditorium dell'Ara Pacis a Roma. Con oltre 500 strutture presenti sul territorio nazionale, la componente di diritto privato rappresentata da Aiop si conferma così non soltanto una protagonista fondamentale del Servizio sanitario nazionale ma, anche, una risorsa indispensabile per la crescita economica e del benessere sociale del Paese.

Grazie all’indagine, alla quale hanno aderito l’82 per cento dei posti letto accreditati associati, emergono le capacità e potenzialità delle strutture sanitarie di essere centri di produzione di ricchezza, ma anche di benessere e di prosperità sociale e culturale. “Il Bilancio sociale è una sfida per comunicare sempre di più e sempre meglio chi siamo, cosa facciamo e come lo realizziamo, consapevoli della nostra storia, responsabilmente consapevoli di essere imprenditori in un Sistema sanitario complesso e in continuo mutamento, consci di lavorare per un Paese con il quale desideriamo coltivare un rapporto che ci consenta di essere valutati come attori attenti e sensibili alle esigenze del contesto nel quale operiamo”, afferma Barbara Cittadini, presidente nazionale AIOP. “Il Bilancio sociale aggregato è uno straordinario strumento per comprendere lo stato di salute della componente di diritto privato del nostro sistema sanitario – dichiara Carlo Luison, Sustainable Innovation Leader BDO Italia SpA – complementare e necessaria a dare massima risposta al bisogno di salute nazionale. Il lavoro conferma il contributo che l’ospedalità di diritto privato apporta al SSN, al quale garantisce il 28,4 per cento delle giornate di degenza e il 26,5 per cento delle prestazioni, a fronte di un’incidenza sulla spesa ospedaliera pubblica complessiva soltanto del 13,5 per cento”.

Il Bilancio sociale Aiop indica quanto non emerge, chiaramente, dalla semplice rendicontazione economica dell’attività aziendale, evidenziando quattro grandi aree nelle quali le strutture sanitarie hanno raggiunto risultati importanti:

. la definizione di una precisa e riconoscibile ‘identità associativa d’impresa’: con i suoi valori, la mission e la governance, nonché il contesto socio-sanitario italiano di riferimento;

. la precisazione della “sostenibilità economica globale” delle strutture e del settore, che rende evidente l’effetto economico che le attività svolte producono nei confronti degli stakeholder e sul territorio;

. il racconto della ‘sostenibilità sociale’ dell’attività, che descrive le interazioni che le strutture associate hanno, quotidianamente, con gli utenti, gli altri soggetti istituzionali e la collettività;

. la grande attenzione alla ‘sostenibilità ambientale’, che analizza l’impatto che le attività delle strutture generano sull’ambiente, evidenziando il loro impegno per la tutela e la salvaguardia del territorio.

Sostenibilità sociale. Sono 70 mila gli addetti delle strutture associate Aiop, tra medici (12 mila), infermieri e tecnici (26 mila) e operatori socio-sanitari (32 mila), in crescita del 7,6 per cento negli ultimi cinque anni. Un aumento di risorse umane al quale corrisponde una maggiore qualificazione professionale, dovuta alla costante attenzione alla ricerca ed all’innovazione. Altri aspetti di rilievo sono la forte presenza della componente femminile (70 per cento del personale) e la provenienza locale (il 76 per cento risiede nella provincia in cui lavora), elemento, quest’ultimo, che rileva la capacità delle strutture di diritto privato di creare occupazione in maniera capillare, generando valore per il contesto nel quale operano.

Sostenibilità economico-finanziaria. L’attività sanitaria delle strutture Aiop rappresenta un motore per l’economia locale – e, quindi, per la crescita del Paese – non soltanto per le ricadute occupazionali dirette, ma, altresì, perché attiva un indotto ampio e variegato: il 56 per cento del valore della produzione (4,4 miliardi di euro) viene distribuito tra circa 67 mila fornitori di beni e servizi (indotto diretto), per lo più piccole e medie imprese locali, il 45 per cento delle quali ha sede nella stessa regione della struttura. Considerando, anche, l’indotto indiretto (attività alberghiera connessa al turismo sanitario, trasporti, ecc.), è stato stimato un effetto moltiplicatore di 1,57, vale a dire che mille euro stanziati per la sanità si traducono in 1.570 euro immessi nel sistema, arrivando a generare un indotto economico complessivo di 6,83 miliardi di euro.

Sostenibilità ambientale. Il Bilancio sociale evidenzia un crescente impegno dell’ospedalità di diritto privato a ridurre l’impatto ambientale: il 61 per cento delle strutture ha intrapreso iniziative di sostenibilità energetica, il 48 per cento ha messo in atto azioni per migliorare la gestione dei rifiuti, il 27 per cento degli ospedali di diritto privato ha ridotto le emissioni di CO2. Un terzo delle strutture è, inoltre, impegnato nella tutela delle aree verdi. Ampiamente diffusa è l’adozione di sistemi di gestione per il controllo della qualità, della sicurezza e dell’ambiente: oltre il 60 per cento delle aziende è certificato ISO 9001, il 70 per cento è in possesso del modello organizzativo 231, oltre l’80 per cento ha un sistema di Risk management e formazione sull’anticorruzione.

“Se il nostro Servizio Sanitario Nazionale è un elemento di civiltà, del quale dobbiamo essere fieri e orgogliosi, così come dobbiamo essere fieri e orgogliosi del nostro Paese, lo dobbiamo, anche, al lavoro quotidiano della componente privata del SSN. Un lavoro che non si limita ad una corretta gestione d’impresa ma, invece, si amplia ad una presenza sul territorio delle nostre strutture come attori sociali essenziali, oltre che come soggetti in grado di garantire servizi sanitari di elevata professionalità, possibilità di lavoro qualificato, attenzione agli aspetti ambientali. L’auspicio è che questo modello virtuoso di assistenza sanitaria, che vede protagoniste le strutture sanitarie di diritto privato insieme alla componente pubblica, possa essere sempre più riconosciuto e supportato da politiche adeguate, costituendo uno straordinario volano per l’economia e un generatore di benessere sociale e culturale per il nostro Paese”, conclude la presidente Cittadini. (EUGENIA SERMONTI)

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