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AIO: serve la sigillaturaper i denti dei più piccoli

Pierluigi Delogu (AIO): "Al Servizio sanitario nazionale basterebbero 96 milioni, il prezzo del cartellino di un calciatore top, per venire incontro a 600 mila bambini"

Maria Rita Montebelli
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Già al congresso dello scorso giugno Pierluigi Delogu (nella foto) presidente di Associazione Italiana Odontoiatri - sigla con 8 mila soci - chiese al governo di coprire le sigillature dei denti di tutti i bambini di famiglie con reddito Isee annuo sotto 8 mila euro. “Al Servizio sanitario nazionale basterebbero 96 milioni, il prezzo del cartellino di un calciatore top, per venire incontro a 600 mila bambini». In questo modo conferì un'accelerazione alla vocazione del secondo sindacato odontoiatri a scendere sui temi sanitari e sociali piuttosto che a soffermarsi sull'analisi della crisi degli studi dentistici, disertati oggi non più da 6 ma da 7 italiani su dieci. Oggi al III Congresso Politico AIO, confrontandosi con i consumatori, con il mondo visto dal lato della gente, non rinuncia a dire che il dentista non può tagliare i suoi costi, a dispetto di chi canta il peana del low cost. «Nel 2009 l'AIO, a differenza di altri sindacati professionali non firmò il patto sulle tariffe sociali con il Governo, che comportava ribassi del 20% in media su estrazioni, otturazioni, corone, dentiere. Una scelta che per noi resta giusta», ribadisce Delogu in un redazionale di suo pugno su la Repubblica. «Si tratta delle nostre prestazioni più praticate, quelle su cui viviamo e sulle quali reinvestiamo. Nell'interesse dei pazienti oltre un certo margine non possiamo comprimere i costi (di tecnologia, materiali, ore lavoro del personale) né possiamo scegliere solo noi dentisti al posto di chi lavora con noi. Dal 2009 ad oggi la crisi si è aggravata. E' raddoppiato il numero di persone che non viene più nei nostri studi perché pensa che siamo cari e rinuncia al dentista o si rivolge al low cost. Per noi il rischio è di perdere definitivamente questi pazienti, per loro è di tornare a condizioni di 30 anni fa; la risposta  la vediamo nelle visite di prevenzione dove diagnosticare: ai bambini problemi di maloccusioni, postura, gengiviti, carie; agli adulti patologie orali connesse con patologie croniche o sistemiche curabili con il medico di famiglia; agli anziani problematiche spesso risolvibili dei denti o della dentiera, o segni più seri di patologie in atto. C'è margine per portare nei nostri studi (anziché all'estero o in centri low cost) milioni di italiani appartenenti a fasce deboli che magari in questo momento pensano di non potersi permettere il dentista». (M. M.)

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