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Lo strano caso dei giovani YouTuber economisti

6 Novembre 2018

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Marcello Ascani

Se lo vedesse Tria, l’abbacchiatissimo ministro dell’economia perso nei labirinti della Legge di bilancio, probabilmente l’assumerebbe come spirito-guida.

Anche se, finora, ad ingaggiare Marcello Ascani, classe ’97, youtuber romano che solca -da fermo, e davanti alla tristezza di una telecamera fissa- i mari della finanza tra numeri e statistiche sono alcuni tra i principali istituti di credito, consulenti finanziari, fondi d’investimento del Paese. Ascani non fa, all’apparenza nulla di eccezionale. Si limita ad insegnare, con un sorriso paraculissimo e pillole tv di 4 minuti montate in asse sulla falsariga del suo mito Marco Montemagno, l’economia ai coetanei. “Cari amici, la prima cosa per risparmiare e fare budgeting, tenere conto delle entrate e prepararsi a calcolare le uscite un po' per l’affitto, per mangiare, per i videogiochi. Ora io vivo ancora con mamma e quindi ho deciso di investire nei risparmi con investimenti finanziari (che tutti li metti da parte e non li tocchi), azioni non rischiose perché se li lasciamo in banca perdono il 2%, se non li investiamo ogni anno perdono valore e gli interessi ci stroncano”. E, da lì, eccolo snocciolare piccole gag su tassi di interessi, indici, azioni e quotazioni; spiega, il ragazzo, perfin0 “l’interesse composto, a vent’anni; col 7% fai cumuli di risparmi interessi su interessi”, che non ho ancora ben capito cosa significhi ma nel maestoso affresco del risparmio spiegato al popolo, suona benissimo. Per non dire delle sue performance su “quanto spendere in un viaggio a New York”, “cosa indossare sul web” per farti pagare dalle case di moda o dai siti di sharing, “come fidrsi delle criptovalute”. Ascani è un illuminato autodidatta, ha fatto il liceo artistico e poi “volevo iscrivermi ad economia, ma sarebbe stato troppo facile, così ho aperto un canale Youtube”; e, sulla scia dell’americano Mr.Money Mustache -un 35enne talmente diventato talmente ricco da essere già in pensione- s’è inventato una professione che addenta la realtà europea del sovranismo finanziario che si contrappone al quantative easing di Mario Draghi. Concetti che, ovviamente, il ragazzo spiega in Rete come si trattasse della trama di una serie televisiva.

Perché il caso Ascani è importante? Perché è la punta dell’iceberg di un fenomeno in ascesa: le grandi aziende che intercettano i divetti del web più preparati per imporre le loro strategie e per lavorare sul “posizionamento e sull’engagement” (cioè catturiamo i giovani di oggi che cresceranno e saranno i nostri preziosi clienti di domani), come fa notare una bella inchiesta di Giampaolo Colletti. Le nuove generazioni di industriali, insomma, tendono ad investire sugli emuli di “Monty” Montemagno, 46 anni, star del web da un decennio, riempie i teatri grazie all’abilità di spiegare le teorie keynesiane e il fenomeno Starbucks con la verve di un monologhista newyorkese. E sono molti i piccoli Ascani che crescono: solo in Italia bazzicano 35 youtuber con oltre 100mila iscritti ai propri canali, addirittura 650 con più di 100mila followers:se ci si pensa, il triplo delle vendite di un quotidiano medio. Per dire. La coppia The Show è usata da giganti della contraccezione alla Durex per comunicare l’importanza sociale del preservativo; Daniele Doesn’t matter veicola l’importanza industriale dei cereali ed è stato opzionato da Nestlè; i Cartoni morti fanno strisce animate satiriche spesso con striature sul fisco (Babbo Natale che ricetta in regali, non page le tasse e fa fallire le aziende oneste). Inondano la rete, solitamente zeppa di sòle ed elegie del nulla, di contenuti assai solidi. Essenziali sono, ovviamente i social network. “Oggi si stima che Youtube sia in Italia il quarto canale per ascolti in prime time (tallonato da Instagram e Facebook rispettivamente 30 e 18 milioni di utenti, cifre da tv generalista; e in infatti hanno appena aperto una loro tv ndr), a ridosso di Rai e Mediaset. E i margini di crescita sono enormi. Entro fine anno stimiamo di superare i 2 miliardi con 20 milioni di iscritti tra YouTube e followers social”, dice al Sole 24Ore Andrea Materi, capo di Greater Fool Media, un’autorità in materia. Poi, certo, restano, a livello di autorevolezza i blog economici di specialisti veri e non assimilabili alle aziende come Alberto Forchielli (quello del libro-missiva ai giovani “Muovtre il culo!”), l’analista Andrea Boda, Mario Seminerio il Woody Allen della finanza o la giornalista Carlotta Scozzari la quale, immaginando di telefonare ad un’anziana parente, la cara zia Imma, si avventura con allegria nei labirinti della finanza. Tutto il fenomeno nasce dal caos economico-finanziario: la gente, alla fine, vuole capirci qualcosa attraverso un linguaggio possibilmente accessibile. L’unico strascico della grande crisi che abbia prodotto buoni frutti…

di Francesco Specchia

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