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Olio extra vergine, i conti proprio non tornano: nei supermercati bottiglie a 2,99 euro al litro. Eppure...

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Maria Pezzi
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 Con l' autunno arriva anche il raccolto delle olive che quest' anno, fra l' altro, non è poi così male. Secondo le previsioni del consorzio Italia Olivicola, dai nostri uliveti dovrebbe uscire il necessario per ottenere 330mila tonnellate di olio, un dato che quasi raddoppia (+89%) la produzione finale dello scorso anno, fermatasi intorno alle 175mila tonnellate. Ora più che mai sui social media, Facebook soprattutto, si moltiplicano le polemiche sulle offerte che si trovano nella grande distribuzione, con gli olivicoltori e i piccoli frantoiani - più i primi dei secondi, in verità - incazzati come tori da corrida. «2,99 euro al litro! Manco l' olio da motore», scrive ad esempio Santino, produttore del Barese. «Uno scandalo senza fine: con questi prezzi moriamo», gli fa eco Carmine, che coltiva olive attorno a Mazara del Vallo, Sicilia. «Smetto, vadano al diavolo tutti, anche i consumatori», sentenzia invece Francesco che produce extravergine nella Val Vibrata, in Abruzzo. Le esternazioni degli olivicoltori, infarciti da epiteti irriferibili, sono più o meno tutte di questo tono. E raccolgono migliaia di «mi piace». Il popolo della rete si indigna e sta dalla parte dei nostri piccoli e piccolissimi produttori. Il tema è il solito. Non si può vendere olio extravergine a questi prezzi. Una bottiglia di «vero» olio extravergine di oliva, si dice, non dovrebbe costare meno di 10-12 euro. Ma siamo sicuri che sia così? L'equivoco dell'origine - Vi confesso che in passato anch' io sono caduto nella trappola e ho ricostruito, voce per voce, i costi di un piccolo frantoio come ce ne sono a centinaia, sparsi per le colline del nostro Appennino. Arrivando alle medesime conclusioni: per un litro di oro verde italiano, imbottigliato ed etichettato correttamente, si arriva a spendere facilmente dagli 11 ai 13 euro. Ma si tratta di un equivoco. Vediamo perché. Innanzitutto i prodotti offerti con i super sconti nella grande distribuzione dichiarano tutti: «origine Ue». Dunque non ha senso paragonarli con i nostri. Proprio per una questione di costo. Bastano due cifre a chiarire la questione. Nella terza settimana di ottobre, quella che va dal 14 al 20, le quotazioni all' origine dell' extravergine 100% italiano sono risalite un po' attestandosi a 4,43 euro al chilogrammo, in aumento del 4% sulla settimana precedente, ma in calo del 13,7% sul medesimo periodo del 2018. Sempre nella terza settimana di ottobre l' extravergine origine Spagna si pagava 2,36 euro al chilo, il greco 2,73 e 2,31 quello made in Tunisia. Occhio al confronto - Decisivo il confronto fra queste quotazioni e i prezzi non scontati dichiarati sui cartellini per le bottiglie vendute in offerta nella grande distribuzione. E visto che quasi tutti i prodotti messi in vendita a sconto, tranne due, dichiarano «origine Ue», il raffronto non va fatto con i costi della materia prima italiana, ma con quella straniera. Ad esempio i 2,36 euro dell' extravergine spagnolo. Così i 5 euro di prezzo intero dell' olio «Oliveta classico» - offerto dalla Coop con lo sconto del 40% a 2,99 euro al litro - sono comunque più del doppio rispetto alla materia prima «made in Spain». Un valore compatibile con i costi della grande industria olearia che movimenta milioni di bottiglie. Dunque c' è poco da scandalizzarsi. Semmai è meno comprensibile che si trovi in vendita, al Lidl, una Dop come Terre di Bari Bitonto a 5,99 euro al litro. Ma nei discount tutto è possibile.  di Attilio Barbieri

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