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Virus in Cina, Roberto Burioni: "Dati poco convincenti. La situazione potrebbe già essere fuori controllo"

Cristina Agostini
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La Cina ha sottovalutato l'epidemia e rallentato le contromisure. A Wuhan hanno bloccato aerei e treni. "Una decisione senza precedenti, a memoria. Potrebbe significare che la situazione là è fuori controllo, spero di sbagliarmi. Una scelta presa tardi", spiega il virologo Roberto Burioni in una intervista a Il Giorno. "È accaduto un fatto grottesco: uno dei massimi esperti di Pechino aveva detto di non preoccuparsi e ha contratto il virus. La Cina non è una democrazia libera: già nel 2003 c'è stata una mancata condivisione dei dati sulla Sars. La Cina parla di 4-500 casi, ma l'Imperial College di Londra ne stima 4mila", continua. Soprattutto, non sappiamo "quanto è grave la malattia. I dati sembrano tranquillizzanti, ma non possiamo fidarci troppo. E il virus può mutare, diventando capace di un'infezione più pericolosa". Leggi anche: Perché dalla Cina partono tutti i più micidiali virus. La spiegazione degli esperti: una roba terrificante E all'Italia conviene prepararsi perché un vaccino ce lo possiamo dimenticare, "non lo avremo in tempo utile. Dovremo imparare la lezione che tanti coronavirus hanno fatto il salto di specie da animale a uomo. E investire per nuovi vaccini, così da essere pronti al prossimo nuovo virus. Il vaccino ora scordiamocelo, arriverà tardi: combatteremo il nemico senza". Spiega Burioni che la vaccinazione per l'influenza stagionale "non fornisce protezioni per questo nuovo coronavirus". Il contagio, sottolinea il virologo, "avviene da secrezioni respiratorie, come per l'influenza. Ma non sappiamo per quanto tempo un paziente è infettivo o se è infettivo prima di sviluppare la malattia". 

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