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Ilaria Capua a DiMartedì: "Coronavirus mutato? Perché non pubblicano le sequenze italiane?". Pesantissimo sospetto

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Il coronavirus è mutato? Ilaria Capua, in collegamento con Giovanni Floris a DiMartedì, prova a far luce su un "buco nero" inquietante nella comuncazione scientifica sulla pandemia in Italia.

 

 



"Ad oggi non abbiamo informazioni, possiamo dire poco - premette la virologa, dalla Florida -. Ci sono 10mila sequenze di cui 40 italiane, come mai queste sequenze italiane non si pubblicano?". Secondo la Capua è importante avere una fotografia globale, altrimenti non potremo mai combatterlo ad armi pari. C'è bisogno di combatterlo con tutte le forze e le angolazioni possibili". Le stesse mancanze, suggerisce la professoressa, potrebbero caratterizzare anche le scelte politiche sulla Fase 2: "Le decisioni devono essere prese ascoltando le ragioni della salute e poi dell'economia". Dunque? "Occorre effettuare test sierologici per tutti da ripetere dopo una ventina di giorni per capire la dinamica della diffusione". Il suo giudizio è preoccupante: "Siamo ancora in ritardo sulla Fase 2, non abbiamo ancora una idea chiara su come la malattia si sia trasmessa nel Paese. Manca capire com'è messo il Paese".

 

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