Sorpresa a Napoli: sotto la superficie del mare spunta una "barriera corallina". Oggetto di studio da parte degli scienziati, nell'ambito del progetto URCHIN – Underwater Research Coralligenous Habitat In Naples, ci sono proprio questi enormi banchi rocciosi che accolgono coralli, pesci, spugne, briozoi, ascidie, gorgonie, molluschi, crostacei e tante altre specie. La barriera si trova a circa 15-20 metri di profondità tra il Parco Sommerso di Gaiola e la Zona speciale di Conservazione Europea “Fondali Marini di Gaiola e Nisida" (IT IT8030041).
Secondo lo studio il coralligeno napoletano "rappresenta uno dei maggiori 'hot spot' di biodiversità del mediterraneo, ospitando centinaia di specie diverse: spugne, briozoi, ascidie, gorgonie, molluschi, crostacei e numerose specie di pesci. È caratterizzato da una complessa struttura tridimensionale frutto di stratificazioni di alghe coralline (Corallinales) ed organismi biocostruttori, che attraverso la fissazione del carbonato di calcio hanno forgiato un variegato e coloratissimo paesaggio subacqueo".
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Il tesoro marino non è però visibile in superficie. "Gli organismi animali e vegetali che lo compongono amano infatti condizioni di scarsa illuminazione (sciafili) con parametri chimico fisici delle acque relativamente stabili. Caratteristiche queste che ritroviamo dai 15-20 metri di profondità in giù. La Città di Napoli custodisce questo complesso e delicato polmone biologico all'interno dei banchi rocciosi profondi del Parco Sommerso di Gaiola e della Zona speciale di Conservazione “Fondali Marini di Gaiola e Nisida"che anche per questo sono tutelati sia a livello nazionale che europeo grazie alla Direttiva Habitat e la Rete Natura 2000".




