Negli Stati Uniti è in corso un aumento dei casi di ciclosporiasi, un'infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis. La malattia provoca soprattutto diarrea intensa, crampi addominali, disidratazione e forte debilitazione. I contagi sono stati segnalati in oltre 30 Stati e il numero dei casi ha superato di molte volte quello registrato abitualmente in un anno. L'infezione si trasmette principalmente attraverso il consumo di acqua non trattata o di alimenti contaminati, come frutta e verdura crude. Più raramente può verificarsi un contagio indiretto da persona a persona, favorito da condizioni igieniche carenti e dalla contaminazione delle acque utilizzate per l'irrigazione.
Dopo l'ingestione del parassita, i sintomi possono comparire anche dopo due settimane, rendendo difficile individuare l'alimento responsabile dell'infezione. Questa lunga incubazione, insieme alla mancata esecuzione dei test specifici nei primi giorni della malattia, complica l'identificazione dei focolai. La guarigione richiede tempo e, nella maggior parte dei casi, viene prescritta una terapia antibiotica di circa dieci giorni. Nel frattempo, la diarrea può causare una significativa perdita di liquidi e nutrienti, aumentando il rischio di disidratazione. Tra gli Stati più colpiti figura il Michigan, dove i casi sono aumentati rapidamente e decine di persone sono state ricoverate per le complicanze legate alla disidratazione.
Le autorità sanitarie statunitensi stanno cercando di risalire all'origine del focolaio, ma le indagini sono rese più difficili sia dalla varietà dei luoghi frequentati dai pazienti sia dalla riduzione delle attività di sorveglianza. Dal 2025, infatti, il programma FoodNet dei CDC ha sospeso il monitoraggio della Cyclospora cayetanensis a seguito dei tagli ai finanziamenti decisi dall'amministrazione Trump, limitando la capacità di individuare tempestivamente nuovi focolai e contenere la diffusione dell'infezione.




