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Jannik Sinner e i toilet break: "Una routine molto precisa. Ma non parliamo dei referti medici"

di Lorenzo Pastuglialunedì 13 luglio 2026
Jannik Sinner e i toilet break: "Una routine molto precisa. Ma non parliamo dei referti medici"

2' di lettura

La rivincita di Jannik Sinner è passata anche dai dettagli. Dopo il malessere accusato al Roland Garros nel match contro Juan Manuel Cerundolo, il numero uno del mondo ha cambiato preparazione e gestione fisica, arrivando a Wimbledon con un piano studiato nei minimi particolari. Una scelta che, numeri alla mano, ha funzionato. A raccontarlo è stato il suo allenatore Darren Cahill, che ha spiegato come il successo sull'erba londinese sia nato anche dal lavoro svolto lontano dai riflettori: "Non credo che questo Grand Slam fosse più importante di quelli precedenti — ha detto l’australiano —. È vero che sono successe molte cose in questi ultimi sei mesi. In Australia ha perso contro un Novak Djokovic che ha giocato un tennis straordinario. Poi c'è stato quello che è successo a Parigi, dove ancora non sappiamo esattamente cosa sia accaduto. La cosa importante è stata la reazione”.

Il team ha deciso di arrivare a Londra con largo anticipo, rinunciando ai tornei di preparazione: "Siamo arrivati a Wimbledon 12 giorni prima perché abbiamo deciso di non giocare alcun torneo di preparazione", ha spiegato Cahill. Tra le novità anche una diversa gestione delle partite. Durante il torneo Sinner ha sfruttato più volte il toilet break, ovvero la pausa che consente il ritorno negli spogliatoi, per seguire una precisa routine. Lo ha fatto anche nella finale contro Alexander Zverev: "I referti medici appartengono a Jannik e non ne parleremo. Abbiamo però fatto alcuni piccoli cambiamenti nella sua preparazione”. 

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Perfino durante le partite Jannik “lascia il campo per cambiarsi d’abito — aggiunge — stare qualche minuto con l'aria condizionata e seguire una routine molto precisa quando fa molto caldo. Bisogna ricordare che è un ragazzo cresciuto sulle Alpi italiane”. Ma l'aspetto che rende più orgoglioso il tecnico australiano è soprattutto la forza mentale del suo allievo: "Ciò che ci rende più orgogliosi è la sua capacità di rialzarsi — conclude — Ogni volta che prende una mazzata torna più forte di prima. Il giorno dopo ci chiama sempre per chiedere: 'Che facciamo adesso? Quando torniamo ad allenarci? Qual è il prossimo obiettivo?'. Questa è la sua filosofia nel tennis e anche nella vita". Un approccio che, ancora una volta, ha riportato Sinner sul tetto di Wimbledon.

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