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Colesterolo "cattivo", la svolta: come cambia la battaglia

di Paola Natalilunedì 13 luglio 2026
Colesterolo "cattivo", la svolta: come cambia la battaglia

2' di lettura

Una nuova scoperta scientifica potrebbe cambiare il modo di combattere il colesterolo alto, uno dei principali fattori di rischio per infarto e ictus. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature ha individuato un meccanismo finora sconosciuto attraverso il quale il colesterolo introdotto con l'alimentazione può ridurre la capacità del fegato di eliminare il colesterolo LDL, comunemente definito "colesterolo cattivo". Il protagonista della ricerca è il recettore LDL (LDLR), una sorta di "spazzino" presente sulle cellule del fegato. Il suo compito è catturare il colesterolo LDL presente nel sangue e rimuoverlo dalla circolazione. Più recettori sono attivi, maggiore è la quantità di colesterolo che viene eliminata dall'organismo. Gli scienziati hanno scoperto che un'alimentazione ricca di colesterolo attiva una particolare via molecolare, guidata dalle cosiddette proteine Ral. Quando queste proteine entrano in funzione, il recettore LDL non viene più riciclato e riutilizzato dalle cellule, ma viene indirizzato verso i lisosomi, dove viene degradato. Di conseguenza diminuisce il numero di recettori disponibili sulla superficie delle cellule epatiche e il fegato perde parte della sua capacità di eliminare il colesterolo dal sangue. La ricerca dimostra inoltre che questo processo avviene indipendentemente da altri meccanismi già noti, come quello regolato dalla proteina PCSK9, oggi bersaglio di alcuni farmaci molto efficaci contro il colesterolo elevato. Questo significa che è stato identificato un nuovo percorso biologico che potrebbe diventare un ulteriore obiettivo terapeutico.

Un ruolo importante è svolto anche da un enzima chiamato CTSA. Gli studiosi hanno osservato che, quando la via Ral è attiva, questo enzima favorisce la distruzione dei recettori LDL all'interno dei lisosomi. Bloccando farmacologicamente CTSA nei modelli sperimentali, i ricercatori sono riusciti ad aumentare il numero di recettori LDL funzionanti nel fegato e a migliorare la rimozione del colesterolo dal sangue. Secondo gli autori dello studio pubblicato su Nature, questa scoperta potrebbe aprire nuove prospettive per il trattamento dell'ipercolesterolemia, soprattutto nei pazienti che non riescono a raggiungere valori ottimali con le terapie attualmente disponibili. Inoltre, alcune varianti genetiche coinvolte in questo nuovo meccanismo sono risultate associate a livelli alterati di colesterolo anche nella popolazione umana, rafforzando l'importanza clinica della scoperta.

Gli esperti sottolineano che i risultati rappresentano ancora una fase di ricerca preclinica e saranno necessari ulteriori studi prima di arrivare a nuovi farmaci. Tuttavia, l'identificazione di questo nuovo meccanismo offre una migliore comprensione di come la dieta influenzi il metabolismo del colesterolo e apre la strada allo sviluppo di terapie innovative per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, che continuano a rappresentare una delle principali cause di morte nel mondo.